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Parte la Serie A, assalto all’impero Juve

Corsa scudetto: Napoli prima rivale, poi Milan, Roma e Inter

Tutto il resto è noia, diceva e cantava Franco Califano. Il problema della nostra Serie A (soprattutto per chi non tifa Juventus) è che ormai da qualche anno la noia ti avvolgeva già a gennaio-febbraio. Guardavi la classifica e ti trovavi di fronte un libro scritto, impaginato e già pronto per la stampa. La Juventus lassù, tutto il resto (appunto) era noia.

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L’ottovolante dell’incoscienza è pronto a regalarci salite e discese ardite dove volano e arrancano milioni, spesso finti, spesso a rate, spesso solo promessi per giocatori talvolta dall’incerto valore. Ma dietro al luccichio del mercato i problemi restano: a partire dall’asta dei diritti tv non ancora chiusa per arrivare a un crollo dell’interesse del pubblico che sembra non preoccupare chi il calcio dovrebbe invece farlo crescere



La grande domanda con cui ci tuffiamo verso il nuovo campionato è semplice semplice: siamo così sicuri che anche quest’anno la Juventus farà lo spezzatino con le sue avversarie? Se Bruno Vespa avesse ordinato un sondaggio a Mannheimer e Piepoli, siamo sicuri che almeno l’ 80% avrebbe risposto “no”. Un 50% è fisiologico, il restante 30% lo scorso anno non c’era.

D’altronde questa non è stata l’estate della Juventus. Anzi, c’è la diffusa sensazione che i bianconeri si siano pure un po’ indeboliti rispetto alla scorsa stagione. La perdita di Bonucci è pesante, sia a livello identitario sia tattico (senza il regista arretrato, addio al salvagente del 3-5-2), De Sciglio non vale Dany Alves, e il muro dietro rischia di scoprire qualche crepa visto il passare del tempo dei vari Barzagli (36 anni), Chiellini (33) e Buffon (39).

Juventus dunque in picchiata? Fermi tutti, sennò non ci capiamo. La Juve resta la favorita, ma forse il divario col Napoli si è un po’ ridotto. Sarri ha scelto la via della continuità, anche perché con De Laurentiis vengono prima i conti e poi la festa. Ecco: se Allegri avrà forse bisogno di un po’ di tempo per trovare nuovi meccanismi (come si è visto nella Supercoppa persa contro la Lazio), Sarri ha già il pacchetto all inclusive a disposizione. Tant’è che nel preliminare di Champions si è ripartiti da dove ci eravamo lasciati, ovvero da Mertens e Insigne migliori in campo.

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Punti interrogativi e domande, spuntano di nuovo come funghi appena scendiamo sotto la coppia Juve-Napoli. Ce n’è una, di domande, che vale un po’ per tutte: Roma, Inter e Milan possono lottare per lo scudetto? Per ragioni diverse, ma ci sembra complicato. La Roma ha perso Salah e soprattutto Spalletti, e state sicuri che Di Francesco avrà tante gatte da pelare. L’Inter invece Spalletti l’ha preso ed è il suo grande valore aggiunto, ma sul mercato (causa fair-play finanziario) non è che abbia fatto fuochi d’artificio: per cui o Spalletti trasforma in fenomeni gente che lo scorso anno è uscita dal campo tra pomodori e insulti (tipo Candreva, Joao Mario, Miranda e D’Ambrosio), oppure avrà come massimo obiettivo entrare in Champions, che mica è poco. Resta il Milan, che con l’imminente arrivo di Kalinic raggiungerà quota 200milioni spesi sul mercato: “tutto e subito” è un diktat che va bene se vuoi comprare, non altrettanto se vuoi vincere. Ma di sicuro i tifosi del Milan si divertiranno di più e potranno tornare a sognare.

Per la zona-Champions chiudiamo qui. Dietro ci sono Lazio (occhio...), Torino, Fiorentina, forse Atalanta. E poi bagarre per salvarsi, perché Spal e Benevento per molti sono vittime annunciate ma a nostro parere rischiano anche Crotone, Bologna, Verona e forse Cagliari.

Insomma, nel complesso non date niente per scontato. Perché, forse, quest’anno tutto il resto non è noia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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