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Attentato di Barcellona, killer in fuga. Site: "Nei social dell'Isis Italia indicata come prossimo obiettivo". Il Viminale espelle tre stranieri che inneggiavano al terrorismo

Il bilancio delle stragi spagnole: 14 morti, tra cui tre italiani, circa 130 feriti, oltre 50 sono ancora in ospedale e 15 sono gravi. Il piano originale prevedeva furgoni esplosivi contro la Sagrada Familia. Secondo la polizia catalana la cellula era composta da 12 persone: cinque uccise nell'attentato di Cambrils, due morte in un'esplosione e quattro arrestate, oltre marocchino 22enne latitante. Per il ministro degli Interni spagnolo la cellula "è stata smantellata". Ma la smentita arriva dall'omologo catalano Joaquim Forn: "La polizia sta cercando ancora delle persone"

                                                                                                  19 agosto 2017

Barcellona, il furgone dell'attentato sfreccia sulla Rambla

        

COSA SAPPIAMO FINORA DELL'ATTENTATO DI BARCELLONA

  • Un furgone bianco ha investito la folla sulla Rambla, intorno alle 5 del pomeriggio del 17 agosto 2017.
  • Intorno alle due di notte del 17 agosto nuovo attacco a Cambrils a sud di B ...

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                                                                                                  19 agosto 2017

Barcellona, il furgone dell'attentato sfreccia sulla Rambla

        

COSA SAPPIAMO FINORA DELL'ATTENTATO DI BARCELLONA

  • Un furgone bianco ha investito la folla sulla Rambla, intorno alle 5 del pomeriggio del 17 agosto 2017.
  • Intorno alle due di notte del 17 agosto nuovo attacco a Cambrils a sud di Barcellona: uccisi 5 terroristi.
  • L'autista-killer forse è vivo e in fuga in Francia: è caccia a Youness Abouyaaqoub
  • Gli attentati sono collegati ad una esplosione avvenuta nella notte di mercoledì 16 in una casa nel comune di Montecarlo de Alcanar Platja
  • La cellula sarebbe composta da 12 persone: Abouyaaqoub in fuga, i quattro arrestati dalla polizia catalana, i cinque uccisi durante l'attacco di Cambrils e i due morti in un'esplosione ad Alcanar, covo dei terroristi in cui la polizia ha ritrovato centinaia di bombole di gas. Ma il ministro dell'Interno catalano ha fatto sapere che la polizia cercherebbe più persone.
  • Il bilancio provvisorio è di 14 morti e circa 130 feriti, di cui oltre 50 ancora in ospedale e 15 gravi
  • Tre italiani tra le vittime dell'attentato alla Rambla: Carmen Lopardo, Bruno Gulotta, Luca Russo
  • Tre i nostri connazionali rimasti feriti, due dei quali dimessi velocemente dall'ospedale.
  • Uno dei terroristi uccisi dopo l'attacco, Driss Oukabir, nel 2014 è stato in vacanza in Italia a Viterbo
  • Site: l'Isis rivendica l'attentato e su un canale Telegram suggerisce che la prossima azione dovrebbe colpire l'Italia.

LA CRONACA

Strage a Barcellona: 14 morti. Un giovedì pomeriggio (17 agosto 2017) di morte e terrore a Barcellona, una delle città più amate dai turisti di tutto il mondo, soprattutto italiani. Alle 16.50 un piccolo furgone bianco è piombato sulla folla che passeggiava sulla celebre Rambla, nel cuore della capitale catalana, facendo una strage. Almeno 13 i morti e circa 120 feriti, 16 dei quali gravi in un massacro che l'Isis ha rivendicato in serata attraverso la sua 'agenzia' Amaq. Alle due di notte un nuovo attacco a Cambrils, circa 200 chilometri a sud dei Barcellona in cui è morta una donna e sono state ferite altre 6 persone. Qui sono stati uccisi cinque terroristi: un'agente catalana dei Mossos D'Esquadra ne ha abbattuti quattro da sola.

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L'autista-killer forse è vivo e in fuga in Francia. La polizia catalana afferma che l'autista del furgone dell'attacco sulle Ramblas potrebbe essere ancora vivo e in fuga in Francia. Il ministro degli Interni spagnolo Juan Ignacio Zoido aveva affermato che la cellula era stata "totalmente smantellata". Ma il ministro catalano Joaquim Form ha smentito il suo omologo: "Non possiamo dare per conclusa l'inchiesta fino a quando non
avremo individuato e detenuto tutti i componenti della cellula" e sarebbero a piede libero "due o tre persone importanti per le indagini". Fino ad ora cinque terroristi sono morti nell'attentato di Cambrils, due durante un'esplosione nel covo dei jihadisti di Alcanar e quattro sono stati arrestati. Le forze dell'ordine stanno dando la caccia a Youness Abouyaaqoub, il giovane che ora gli inquirenti, al momento, hanno identificato come l'autista-killer. La cellula dovrebbe essere composta di 12 elementi, ma le informazioni che giungono dalle autorità e dai media spagnoli sono spesso contradditorie.

Un furgone Renault Kangoo preso in affitto da uno dei terroristi del commando di Barcellona è stato ritrovato due giorni fa, dopo un incidente stradale, senza nessuno a bordo .Pare che Younes Abouyaaqoub viaggiasse proprio con quel furgone di quel tipo e marca. Secondo quanto si è potuto apprendere, giovedì 17 agosto Mohamed Hychami, uno dei terroristi, ha noleggiato il Kangoo in un'agenzia di Parets del Villes. Lo stesso giorno questo veicolo viene individuato lungo l'autostrada Ap7 all'altezza di Baix Camp, vicino a Cambrils. Il mezzo aveva avuto un incidente e a bordo non c'era nessuno. La polizia stradale ha però trovato all'interno il contratto di noleggio firmato da Hychami e una carta di credito intestata a Said Aalla, un altro componente del commando.

Site: "Nei social dell'Isis Italia indicata come prossimo obiettivo". Nel frattempo l'agenzia Site diretta da Rita Katz, che monitora giornalmente la galassia jihadista, riferisce un particolare inquietante: in un canale Telegram pro-Isis si suggerisce l'Italia come prossimo obiettivo. Ma il Viminale è consapevole del pericolo: due cittadini marocchini ed un siriano sono stati espulsi dal territorio nazionale perché inneggiavano alla jihad. Con questi rimpatri, 70 nel solo 2017, salgono a 202 i soggetti gravitanti in ambienti dell'estremismo religioso espulsi con accompagnamento nel proprio Paese dal gennaio 2015 ad oggi.

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Volevano colpire la Sagrada Familia. Il piano iniziale della cellula jihadista che ha colpito giovedì sulla Rambla prevedeva un attacco con tre furgoni carichi di esplosivo Tatp - l'esplosivo artigianale utilizzato spesso negli attentati a firma dell'Isis, chiamato "la madre di Satana" - e bombole di gas per distruggere la Sagrada Familia, il celeberrimo tempio di Antoni Gaudì simbolo di Barcellona, scrive El Confidencial citando fonti delle indagini.  I jihadisti hanno dovuto rinunciare al loro 'piano A' e ripiegare in tutta fretta sugli attacchi alla Rambla e a Cambrils dopo che mercoledì notte una esplosione probabilmente provocata da un errore nella manipolazione degli ordigni ha distrutto il loro covo di Alcanar. Il piano iniziale prevedeva la preparazione nella base operativa di "enormi quantità" di Tapt, che sarebbero state poi caricate sui tre furgoni noleggiati dal gruppo. L'obiettivo era "fare saltare in aria" il tempio emblematico di Gaudi, visitato ogni giorno da migliaia di turisti. Un atto che avrebbe avuto un'onda d'urto enorme in tutto il mondo. I preparativi per l'attentato erano nella fase conclusiva secondo le fonti citate da El Confidencial quando il covo è esploso. Fra le macerie sono stati ritrovati i resti di due persone.

I terroristi volevano affittare un furgone di grandi dimensioni che gli è stato rifiutato. La mattina di mercoledì 16 agosto due giovani identificati come Mohamed Hychami e Youness Abouyaaqoub si sono presentati presso un'agenzia di autonoleggio di Santa Perpetua de Mogoda per chiedere di affittare un furgone di grandi dimensioni, il più grande a disposizione. Il nolo non va però a buon fine a causa della giovane età dei ragazzi e dei pochi anni di patente e quindi di esperienza nella guida di grandi mezzi. I due, allora, affittano non uno ma due furgoni più piccoli, entrambi Fiat modello Toledo, bianchi. Uno di questi viene ritirato la mattina stessa da Mohamed Hychami e Youness Abouyaaqoub: verrà ritrovato parcheggiato nella località di Vic. L'altro, noleggiato ufficialmente a nome di Youness e di Driss Oukabir (il giovane arrestato e che ha denunciato il furto dei suoi documenti, fratello di Moussa, ritenuto il capo del commando) viene prelevato alle 16 ed è il mezzo utilizzato per l'attentato sulle Ramblas

Il ruolo dell'imam Es Satty. Nell'inchiesta sulla strage della Rambla si affaccia con prepotenza la figura di Abdelbaki Es Satty, il quarantenne imam marocchino di Ripoll, sospettato di essere il leader della cellula jihadista che ha seminato morte e terrore a Barcellona e Cambrils. La polizia ha perquisito per tre ore questa mattina il suo appartamento nel centro della fino a ieri molto tranquilla cittadina dei Pirenei, insospettata culla della sanguinosa banda dei baby-terroristi. Ora Ripoll è un vespaio, invaso da polizia e servizi segreti
alla ricerca di prove e indizi. Da questo comune vicino alla frontiera francese, finora celebre solo per il magnifico monastero romanico, sono venuti 10 dei 12 membri della cellula. Tutti marocchini, come Es Satty. Gli inquirenti sospettano che l'imam salafita sia stato uno dei membri della cellula. Forse il leader e l'ideologo. L'uomo è irreperibile da mercoledì: potrebbe essere tra i due morti nell'esplosione di Alcanar.

Tre italiani tra le vittime: Carmen Lopardo, Luca Russo e Bruno Gulotta. I tre italiani morti a Barcellona sono: Carmen Lopardo, 80 anni, da più di 60 residente in Argentina e originaria della provincia di Potenza. La Farnesina lo ha ufficialmente confermato. In una nota, il ministero degli Esteri argentino ha trasmesso le condoglianze "alla famiglia della signora: "Nel momento del tragico attentato, la vittima si trovava a Barcellona da turista". Era nata a Sasso di Castalda, piccolo paese della provincia di Potenza, il 16 luglio del 1937: il 5 maggio del 1950, quando non aveva ancora 12 anni, lasciò il paese potentino per trasferirsi in Argentina con la famiglia. Nel pomeriggio di venerdì 18 agosto - quando la notizia della morte di Carmen Lopardo non era pubblicamente nota - il direttore del Tgla7 Enrico Mentana già riportava l'indiscrezione sulla possibile morte di un terzo italiano sulla sua pagina Facebook. 

Bruno Gulotta, 35 anni di Legnano (Milano), responsabile marketing di una ditta di hardware, e Luca Russo, 25 anni, di Bassano del Grappa (Vicenza), laureatosi in ignegneria a Padova l'anno scorso. Gulotta è morto sotto gli occhi dei figli di 1 e 5 anni, come ha raccontato la compagna Martina, che è riuscita a salvare il bambino più grande, tirandolo a sè prima che il furgone assassino potesse travolgerlo.

Sorella Luca Russo, riportatelo a casa. "Aiutatemi a riportarlo a casa. Vi prego". E' l'appello disperato che lancia via Facebook Chiara Russo, di Bassano del Grappa (Vicenza), la sorella di Luca, la seconda vittima italiana dell'attentato di Barcellona. Chiara posta diverse foto di giovani esanimi a terra, insieme ad una foto sorridente del fratello, la stessa che compare nel profilo Facebook del ragazzo. Luca Russo, 25 anni, era originario di Marostica e abitava a Bassano del Grappa (Vicenza). Si era laureato in Ingegneria all'università di Padova. Il suo ultimo messaggio su Facebook è del giugno scorso e oggi appare profetico: "Nasciamo senza portare nulla, moriamo senza portare via nulla. Ed in mezzo litighiamo per possedere qualcosa". Il giovane lavorava in una azienda del padovano ed era fidanzato con Marta Scomazzon, una concittadina rimasta ferita nell'attentato di Barcellona. La Scomazzon ha riportato la frattura di un piede e di un gomito: "Stavamo camminando assieme poi ci è venuto addosso il pulmino: io sono caduta e mi sono accorta che Luca non c'era più, non l'ho più visto da quel momento, il suo corpo è stato spazzato via".

"Purtroppo è vero. Il nostro carissimo amico e collega Bruno Gulotta, responsabile del marketing e delle vendite di Tom's Hardware Italia, è stato ucciso ieri a Barcellona dai terroristi. Alla compagna Martina e ai due figlioletti di Bruno vanno il nostro affetto e la nostra solidarietà". Così su Facebook Pino Bruno, collega di lavoro di Bruno Gulotta, saluta il suo collega postando una foto di tutto il team di lavoro.

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"Bruno è morto davanti ai figli". E' agghiacciante il racconto che la compagna di Bruno Gulotta ha fatto ai colleghi sulla morte dell'uomo nella strage di Barcellona. La donna, Martina, si è messa ieri in contatto con Tom's Hardware Italia, la ditta di Milano dove Gulotta lavorava, e con gli amici ha sfogato il suo dolore per la fine del suo compagno. Ha raccontato che la famiglia stava passeggiando sulla Rambla. Lei teneva il figlio più piccolo, di un anno, in un marsupio agganciato al busto.

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Bruno Gulotta la precedeva tenendo per mano l'altro figlio, di cinque anni. La normalità gioiosa della vacanza si è trasformata d'improvviso in orrore quando è spuntato il furgone del terrorista. Bruno Gulotta è stato investito in pieno. Martina ha fatto in tempo ad afferrare il bambino che il padre teneva per mano e trascinarlo via, salvandolo dalle ruote assassine. Ma Bruno Gulotta è stato schiacciato. E' rimasto per terra, con la testa sanguinante, le gambe spezzate e scomposte. E' morto così sul selciato, sotto lo sguardo dei suoi bambini.

Le vittime della Rambla: Spagna, Italia e Germania pagano il conto più salato. Le autorità catalane hanno confermato un bilancio provvisorio di 14 morti e 130 feriti. Sono Spagna, Italia e Germania i tre paesi che hanno pagato il maggiore prezzo in vite umane nell'attentato alla Rambla: stando alla stampa 4 sono spagnole, 3 italiane, Bruno Gulotta, Luca Rosso e Carmen Lopardo, altre 3 tedesche. Le altre vittime sono cittadini di Belgio, Portogallo e Usa. Una spagnola è stata inoltre uccisa a Cambrils. Rimangono in ospedale 55 feriti, 15 dei quali gravi. In totale si parla di circa 130 feriti.

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Le vittime appartengono a 34 diverse nazionalità. Appartengono a 34 nazionalità differenti le vittime degli attentati jihadisti di Barcellona e Cambrils. Lo rende noto la Protezione civile della Generalitat di Catalogna. 13 sono i morti sulla Rambla e uno a Cambrils, mentre secondo gli ultimi dati sale a 130 il numero dei feriti a Barcellona, dei quali 16 in condizioni critiche. Secondo i Mossos d'Esquadra da una prima analisi le vittime sono: tedesche, algerine, argentine, australiane, austriache, belghe, marocchine, canadesi, cinesi, colombiane, romene, venezuelane, cubane, ecuadoriane, egiziane, spagnole, statunitensi, filippine, francesi, inglesi, greci, olandesi, taiwanesi, honduregni, irlandesi, italiani, kuwaitiani, macedoni, mauritane, pakistane, peruviane, dominicane e turche.

La rivendicazione ufficiale dello Stato Islamico. L'Isis ha pubblicato, sabato 19 agosto, una rivendicazione ufficiale, con un comunicato del gruppo, degli attacchi in Spagna affermando di aver "ferito o ucciso oltre 120 crociati ed ebrei". Lo riferisce il Site. Una prima rivendicazione era arrivata tramite l'agenzia di stampa Amaq che aveva segnalato la sua responsabilità, ora lo Stato islamico (Is) ha rilasciato un comunicato formale sostenendo l'uccisione e il ferimento di più di 120 "crociati" e ebrei.

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Attacco a Cambrils: morta una donna, uccisi 5 jihadisti. Erano pronti a sferrare un nuovo attacco a Barcellona i cinque kamikaze uccisi nella notte di giovedì 17 agosto dalla polizia a Cambrils, una cittadina balneare a 120 km a sud di Barcellona. Secondo fonti polizia il progetto era dunque quello di continuare a seminare terrore con un terzo attacco dopo quello che nella Rambla ha lasciato a terra 13 morti e un centinaio di feriti e il successivo, tentato nella notte nella vicina cittadina. I cinque uomini sono stati intercettati verso le due del mattino a un posto di blocco all'ingresso di Cambrils. Sono riusciti a fuggire inseguiti dai Mossos d'Esquadra, la polizia catalana. La loro auto ha investito alcune persone che passeggiavano sul lungomare della cittadina. Poi, scesi dalla vettura, hanno iniziato a colpire a coltellate i passanti. Una donna ferita dai terroristi sul lungomare di Cambrils è morta in ospedale. Tra gli jihadisti neutralizzati ci sarebbe anche il conducente del furgone di Barcellona. Sull'identità degli uomini sono arrivate notizie contradditorie dalla polizia catalana.

Quattro arresti: giovani tra i 21 e i 34 anni. Ci sono al momento quattro arresti legati alla strage di Barcellona e all'attacco avvenuto nella notte a Cambris, nella provincia catalana di Tarragona, ma è ancora in fuga l'autore materiale della strage sulla Rambla. Si tratta di tre marocchini e di uno spagnolo di Melilla - città iberica in territorio nordafricano - tra i 21 e i 34 anni. Il quarto arrestato è un uomo rimasto ferito nell'esplosione di ieri ad Alcanar, identificato come Mohamed Houli, di 21 anni, marocchino. Gli altri tre sono Driss Oukabir, fratello di Moussa, il ragazzo sospettato di essere stato a bordo del mezzo che ha falciato la folla a Barcellona; un loro conoscente di Ripol, mentre il terzo è il fratello del conducente della macchina dell'attentato nella notte scorsa a Cambrils, spagnolo di Melilla.

Barcellona, attacco anche nella vicina città di Cambrils: spari in strada

La cellula preparava 3 autobombe: due terroristi saltati in aria.  La cellula  pianificava di usare bombole di gas, che dovevano essere caricate sul furgone utilizzato nell'attacco sulla Rambla. I cinque terroristi uccisi dalla polizia la notte scorsa a Cambrils volevano fare un nuovo attentato a Barcellona. I terroristi avevano un secondo furgone, noleggiato e ritrovato a Vic, alle pendici dei Pirenei, che doveva servire per la fuga. Nel covo di Alcanar, dove sono saltati in aria due terroristi che confezionavano esplosivi la notte prima dell'attentato, sono state trovate tracce di acetone, perossido di idrogeno, 106 bombolette di butano e altro materiale per assemblare un ordigno. Il piano era quello di far esplodere un'autobomba sulla Rambla di Barcellona, una a Cambrils e una terza a Vic. Lo stesso comandante della polizia catalana Josep Lluis Trapero ha spiegato che la cellula terroristica che ha colpito sulla Rambla e a Cambrils preparava "da tempo" gli attentati. L'esplosione della casa di Alcanar, che i terroristi occupavano dallo scorso giugno, ha cambiato i loro piani.

Barcellona, furgone sulla folla. Il testimone: ''Ancora chiusi per sicurezza nella Fnac"

Il furgone killer. Dopo i ripetuti attentati che hanno insanguinato l'Europa negli ultimi anni, quello di Barcellona è il primo attacco islamista a colpire la Spagna dalle stragi dei treni di Madrid del 2004, firmate da Al Qaida, che fecero 191 morti. Secondo le prime ricostruzioni il furgone bianco è piombato sulla Rambla dalla parte di Plaza Catalunya e ha falciato la folla a passeggio sul viale più famoso di Barcellona seguendo una traiettoria a zig-zag per fare più morti possibili. "Puntava e inseguiva la gente" ha raccontato un testimone italiano.

Barcellona, furgone sulla folla: la caccia all'uomo nel mercato della Boqueria

"L'obiettivo era uccidere il maggior numero di persone" ha detto la polizia catalana. Sulla Rambla è stato panico immediato: la gente urlava, correva disperata, cercava di togliersi dalla traiettoria del terrorista. La corsa omicida del furgone è proseguita per circa 700 metri. Poi all'altezza del teatro del Liceo è andato a sbattere contro un'edicola, sopra al mosaico dedicato a Joan Mirò. Il terrorista è balzato a terra e si è dato alla fuga.

"Aveva una maglietta grigia. Sembrava molto alterato, come sotto l'effetto di una droga", ha riferito un altro testimone, che un attimo prima era riuscito ad agguantare il figlioletto e toglierlo dalla traiettoria del terrorista. Subito è scattata la caccia all'uomo.

Barcellona, furgone sulla folla. Il testimone: ''Ho visto persone volare in aria, poi lo schianto finale''

Panico sulla Rambla. La polizia ha chiuso la zona e evacuato le stazioni metro e della ferrovia Renfe. La gente sulla Rambla si è data alla fuga correndo in tutte le direzioni, cercando salvezza in negozi e ristoranti, che sono stati chiusi dalla polizia. Molta gente ha atteso ore chiusa nei negozi con le serrate abbassate. Il quartiere è stato blindato, invaso da polizia e ambulanze. Fra gli scampati, nei loro rifugi precari, sono stati altri momenti di ansia e di panico. Nella fuga verso la salvezza, molti hanno perso amici e parenti. Tutti cercavano di avere notizie e di avvertire le famiglie. Intanto le ambulanze trasportavano morti e feriti negli ospedali della città. Fra i feriti "ci sono bambini" ha avvertito la tv pubblica Rtve.

Barcellona, furgone sulla folla: la fuga disperata nel supermarket

L'attentato di Barcellona è un colpo durissimo per una città e per un Paese in pieno boom turistico. Ed è anche un segnale preoccupante per tutti. Nessuno può ritenersi immune. Da due anni la Spagna aveva innalzato al livello 4, il secondo più alto, l'allerta terrorismo islamico, e le misure di sicurezza. La sua polizia inoltre è una delle più efficaci in Europa nella lotta alla piovra jihadista, con oltre 200 arresti dal 2015.

Davanti alla strage la politica spagnola ha ritrovato la compattezza dei tempi della lotta contro il terrorismo dell'Eta. Tutti i leader hanno avuto parole di dura condanna e parteciperanno domani a Plaza Caalunya a una manifestazione di rifiuto del terrorismo. Re Felipe ha parlato di "assassini, semplici criminali che non riusciranno a terrorizzarci". Il premier Mariano Rajoy ha interrotto le vacanze per volare a Barcellona dopo una lunga telefonata con il secessionista catalano Carles Puiogdemont.

Negli ultimi anni sono stati sventati in extremis attentati jihadisti a Madrid e Barcellona. Ma la strage di giovedì 17 agosto, che non poteva essere evitata, viene ritenuta non l'azione di 'lupi solitari', ma organizzato da una cellula. I terroristi avevano un secondo furgone, noleggiato e ritrovato a Vic, alle pendici dei Pirenei, che doveva servire per la fuga. Ci potrebbe essere inoltre un collegamento con una esplosione che ha distrutto una casa mercoledì 16 agosto vicino a Tarragona, facendo un morto e due feriti.

Barcellona, un pratese: "Così siamo scampati all'attentato"

L'attacco alla Rambla ha legami con l'esplosione in casa a Alcanar. L'attentato di ieri pomeriggio a Barcellona è collegato ad una esplosione avvenuta mercoledì notte in una casa nel comune di Montecarlo de Alcanar Platja, 110 chilometri a sud di Tarragona e una novantina a sud di Cambrils, dove nella notte si è verificato un secondo attacco con l'uccisione di cinque terroristi. Lo ha confermato al quotidiano El Periodico il capo dei Mossos d'Esquadra, Josep Llluis Trapero, aggiungendo che nell'esplosione ad Alcanar un uomo è morto mentre maneggiava bombole di gas e un'altro è rimasto ferito ed è stato arrestato.

Attacco a Barcellona, il giorno dopo l'attentato: le misure di sicurezza sulla Rambla

Secondo i vicini, nella casa abitavano due fratelli magrebini. Ieri Trapero aveva confermato l'arresto di due persone, un marocchino - senza precisare se si tratti del 18enne Moussa Oukabir, fratello minore del 28enne Driss, inizialmente indicato come il colpevole ma che si è presentato alla polizia denunciando il furto dei documenti - e un secondo marocchino di Mellila, l'enclave spagnola in Marocco. Ad Alcanar, nel luogo dell'esplosione, sono state trovate almeno 20 bombole. L'uomo ferito è stato ricoverato nell'ospedale Virgen de la Cinta.

Secondo El Periodico, documenti trovati nell'abitazione hanno consentito di stabilire il collegamento con la strage di Barcellona. I Mossos d'Esquadra hanno interrogato il ferito, originario di Melilla. L'uomo si è rifiutato di rispondere alle domande ed è stato arrestato. Il sindaco di Alcanar, Alfons Montserrat, ha riferito che mercoledì sera una scavatrice ha causato accidentalmente una seconda esplosione tra le macerie dell'abitazione, nella quale sono rimasti feriti sei agenti dei Mossos d'Esquadra (uno dei quali è grave), due pompieri è un uomo che guidava il veicolo.

Italia, il Viminale: "Attenzione altissima". Il giorno dopo l'attacco, il ministro dell'Interno Marco Minniti ha convocato al Viminale una riunione del Casa, il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo, con i vertici delle forze di polizia, dell'intelligence e con i rappresentanti della sicurezza di Spagna a Roma. La sintesi dell'incontro è che in Italia "il livello della minaccia non cambia", ma "l'attenzione rimane altissima". Minniti ha chiesto di tenere elevato il livello di vigilanza, rafforzando sul territorio le misure di sicurezza a protezione degli obiettivi ritenuti più a rischio e verso i luoghi che, ancora di più durante l'estate, registrano particolare affluenza e aggregazione di persone: eventi, concerti, spettacoli all'aperto, fino alle feste patronali e alle sagre. Con la riunione di oggi non sono state disposte misure ex novo. Piuttosto è stato chiesto di effettuare una sorta di check-up di quelle già predisposte dopo i precedenti attentati che hanno colpito diverse città in Europa e di procedere a un loro rafforzamento, per evitare che il livello di attenzione nel tempo possa attenuarsi.