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Listone di Centrodestra è una compilation estiva

L'opinione

Berlusconi, Salvini, Meloni: un nuovo amore questa estate ci porterà? È senza dubbio il tormentone politico della compilation balneare 2017: tecnicamente possibile, aritmeticamente intrigante, l’ipotesi di una rinnovata aggregazione dell’area – ex? post? neo? – berlusconiana, e non ancora salviniana, è tuttavia circondata da molte incognite.

Berlusconi si culla nella ritrovata centralità post-amministrative: l’estate è tornata e chiede di te. Rigenerato e ringiovanito dall’ennesimo tagliando nella beauty farm, il Leader Eterno sogna un ritorno da protagonista: la folla, i cori, il predellino. I numeri sono incoraggianti. La somma delle principali liste di centrodestra supera il 30%: Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, più un’ampia distesa di cespugli centristi difficile da perimetrare, che l’uomo di Arcore, da buon giardiniere, coltiva da settimane. Ma sarà sufficiente il suo pollice “verde” per ricucire con Salvini?

Una lista unitaria, in base ai sondaggi fatti sotto l’ombrellone azzurro, potrebbe arrivare al 35/36%: non lontano dalla soglia del 40%, che a Montecitorio (mi) fa volare oltre la maggioranza assoluta. Ecco allora la “soluzione” circolata nell’ultima settimana: listone alla Camera, per strappare il premio di maggioranza; coalizione al Senato, per misurare i rapporti di forza tra alleati e sciogliere il nodo della leadership. Del resto, sia Berlusconi sia Salvini recitano da tempo lo stesso mantra: sarà il partito che otterrà più voti ad esprimere, con il proprio leader, il prossimo capo del governo. La guida della coalizione rimane, del resto, la questione più spinosa, con Salvini che, già Un’estate fa, inneggiava Andiamo a comandare.

Anche rinviando al dopo-voto la questione della premiership, anche superando le profonde divisioni programmatiche, rimane il problema di come comporre l’eventuale listone della Camera. Gli equilibri - come noto - non sono più quelli di una volta, con Forza Italia e Lega Nord che da tempo ballano attorno alle stesse percentuali, tra sorpassi e contro-sorpassi. Se poi si sommano anche i voti del partito di Giorgia Meloni, l’area della destra-destra supera ampiamente quella dei moderati. Mentre l’apporto delle liste centriste deve misurarsi con gli strascichi delle scissioni e delle antipatie personali: Salvini e Meloni vs Tosi e Alfano; Berlusconi vs Fitto e, ancora, Alfano.

Anche le regionali siciliane, principale test in attesa del voto politico, stanno evidenziando le difficoltà nel ricomporre le diverse anime del centro-destra. L’attuale ministro degli Esteri, ed ex-delfino berlusconiano, ha tentato un riavvicinamento con Forza Italia: Quasi quasi mi pento, e non ci penso più. Ma potrebbe riabbracciare il Pd. Del resto, su Alfano rimane il veto di Lega e FdI. Mentre i moderati tentennano sul nome - quello di Nello Musumeci - indicato da Salvini e Meloni.

Si dirà: Berlusconi è già riuscito, in passato, a tenere insieme forze politiche molto lontane tra loro, su certi punti addirittura antitetiche. Ma la formula Berlusconi-Salvini-Meloni – ribattezzata BeSaMe (mucho) – sembra ostacolata anzitutto dalle regole elettorali. Ancora soggette a possibili (improbabili) cambiamenti. Per ora, escludono il premio di coalizione alla Camera: Grillo è sicuramente contrario; Renzi pure; Berlusconi chissà…

L’attuale formato proporzionale incentiva, invece, la corsa solitaria e i patti post-elettorali. Perché, allora, Berlusconi, Salvini e Meloni dovrebbero spendere energie, credibilità e gradi di libertà, ancorandosi ad alleanze pre-definite che potrebbero vedersi costretti a rinnegare all’indomani del voto? Per convergere al centro, verso il PdR (Berlusconi), o per sostenere l’avventura grillina

(Salvini e Meloni)? Vedremo cosa resterà, in autunno, dell’estate 2017 e del suo tormentone. C’è tanta strada da fare, nel percorso che porta all’unità, per i partiti di centrodestra: Partiti adesso.

@fabord

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