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"Via la patente a chi usa il telefono alla guida", la stretta del governo

La legge è pronta in Commissione Trasporti della Camera: in caso di recidiva la sospensione della licenza di guida può arrivare a sei mesi. Il viceministro Nencini: «Indispensabile, problema europeo»

ROMA. Cambio di rotta del governo e del Parlamento sulla prima causa di mortalità in strada: la guida distratta e, in particolare, l’uso dei dispositivi elettronici, come smartphone, tablet e videogiochi. In Commissione Trasporti è stato praticamente ultimato un emendamento all’articolo 174 del Codice stradale, che presto sarà in aula. Se, in precedenza, era stata proposta la sospensione della patente soltanto alla seconda infrazione in due anni – causando l’indignazione della Polizia stradale –, ora le sanzioni s’inaspriscono: la licenza di guida sarà ritirata già la prima volta per un periodo compreso tra 1 e 3 mesi e sarà possibile comminare una multa fino a 641 euro. Se il comportamento è reiterato, la sospensione può arrivare fino a 6 mesi e la multa a 1. 282 euro.

«È un provvedimento indispensabile – ha commentato Riccardo Nencini, viceministro delle Infrastrutture –, la scorsa settimana a Trieste ho presieduto un vertice dei ministri dei Trasporti a Trieste e la Commissaria europea Bulc ha sottolineato che i dati italiani sono in linea con quelli del resto dell’Unione, l’utilizzo dello smartphone è la prima causa di mortalità al volante». L’emendamento non ha avuto certo vita facile, ma sembra che ora i tempi siano maturi. «Lo avevo proposto già quattro mesi fa – spiega ancora Nencini – ma il Mef si è opposto ed ha trovato cittadinanza in questo nuovo impianto legislativo». Soddisfatto anche il relatore del testo, Michele Pompeo Meta, presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati. «L’innovazione tecnologica – spiega – deve essere sempre uno strumento per migliorare la sicurezza in automobile, come dimostrano le norme, anch’esse contenute nella legge in esame, sull’obbligo di dispositivi anti-abbandono dei bambini. Quando invece le tecnologie diventano un fattore di distrazione, come testimoniano gli studi recenti sulle cause degli incidenti stradali, bisogna avere il coraggio di rispondere con una norma choc come questa».

Per dispositivi anti-abbandono dei bambini s’intendono degli speciali seggiolini capaci di allarmare i genitori. La legge prevede anche l’obbligo per gli automobilisti di mantenere una distanza di sicurezza di almeno un metro e mezzo nei confronti dei ciclisti in fase di sorpasso. «Quella sui dispositivi anti-abbandono sarebbe la prima legge nell’Ue del suo genere, un prototipo per tutta l’Unione», spiega ancora Nencini. «La norma salva-ciclisti, invece, riguarda gli utenti deboli della strada che vanno tutelati». Anche sulle grandi ciclovie

italiane il viceministro ha promesso investimenti e ha ricordato già il prossimo anno dovrebbero partire i lavori per la costruzione del suggestivo percorso sul Lago di Garda, un itinerario «da 110 chilometri per un totale di 105 milioni di investimento».
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