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Giovani senza lavoro, in Italia il record europeo dei Neet

L'indagine 2017 sull'occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa (Esde) pubblicata dalla Commissione europea: record lavoratori autonomi, aumento della povertà, forte il gap tra percentuale di uomini e donne occupati

L’Italia è al primo posto in Europa per percentuale di giovani che non lavorano o non studiano: quasi uno su cinque. La Commissione europea ha pubblicato oggi, 17 luglio 2017, il rapporto annuale sull’occupazione e gli sviluppi sociali in Europa (il cosiddetto Esde: Employment and social developments in Europe review). Se nell’Unione europea a 28 Stati membri la percentuale di Neet (giovani tra i 15 e i 24 anni «not in employment, education or training«) è dell’11,5%, in Italia questo dato raggiunge il 19,9%, superando di gran lunga quelle di tutti gli altri Paesi.
 
Per la prima volta dal 2011, comunque, l’Italia torna a scendere sotto la soglia del 20%. Per quattro anni consecutivi, infatti, oltre un quinto dei giovani italiani non risultavano occupati (il picco nel 2013: 22,2%). Il dato resta comunque piuttosto distante da quelli pre-crisi (16,8 nel 2006, 16,1 nel 2007, 16,6 nel 2008). Quanto agli altri Paesi, sono tredici quelli che riescono a stare sotto il 10%: primeggiano i Paesi Bassi (4,6%) seguiti da Lussemburgo (5,4%), Svezia (6,5%) e Germania (6,6%). Sempre con riferimento al 2016, il tasso di disoccupazione in Italia (calcolato come percentuale sulla forza lavoro) si attesta sull’11,7%, oltre tre punti percentuali al di sopra di quello medio dell’Unione europea (8,5%), ma comunque decisamente meglio di Grecia (23,6%) e Spagna (19,6%).
 
Il report evidenzia non solo le difficoltà che i giovani incontrano nell'affacciarsi al mondo del lavoro, ma anche tutte le conseguenze che questo comporta. Chi riesce a trovare un lavoro in più del 15% dei casi ha contratti atipici (fra i 25 e i 39 anni, nel Regno Unito è meno del 5%, dati 2014), è «considerevolmente più a rischio precarietà», e se ha meno di 30 anni guadagna in media meno del 60% di un lavoratore ultrasessantenne. Ne consegue che i giovani italiani escono dal nido familiare e fanno figli fra i 31 e i 32 anni, più tardi rispetto a una decina di anni fa e molto dopo la media Ue, che si arresta intorno ai 26 anni.
 
Aumenta la povertà- Altri dati che escono dallo studio: nel
nostro Paese il numero di lavoratori autonomi è fra i più alti d'Europa (più del 22,6%), la differenza fra uomini e donne che lavorano è al 20,1%, e il numero di persone che vivono in condizioni di povertà estrema (11,9%) è aumentato fra 2015 e 2016, unico caso in Ue con Estonia e Romania.

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