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La cannabis terapeutica è ora made in Italy

La cannabis terapeutica è ora made in Italy

Si chiama FM2, proviene dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Fire­nze e si aggiunge a quella di importazione olandese. Le proprietà terapeutiche della cannabis sono riconosciute dal 2007 e la vendita in faramcia, dietro prescrizone medica, dal 2013. Eppure accedere a questo medicinale è ancora una corsa ad ostacoli: pochi i medici che la prescrivono, poche le farmacie che la vendono, tante le Regioni in cui l'acquisto è a carico del paziente

Era pronta il 5 gennaio a Firenze, nella farmacia del Madonnone, la prima confezione di cannabis a uso terapeutico di produzione italiana, anche se il paziente che l’aveva richiesta, dietro prescrizione medica, ha tardato a ritirarla. Cartine da 30 milligrammi di FM2, questo il nome del medicinale proveniente dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Fire­nze. “Permette di risparmiare il 30% rispetto a quella di importazione – dice Pierluigi Davolio, titolare della farmacia – ma il punto non è questo: il punto è che per la prima volta abbiamo una cannabis di produzione italiana di qualità farmaceutica, rispetta standard rigorosi nel progetto di realizzazione, può vantare un range di sicurezza altissimo. Non è un prodotto fitoterapico, è un vero farmaco”.

Al momento la produzione è di 50 chili l’anno per una variante che ricorda il Bediol olandese. “Non è tale da coprire il fabbisogno italiano - spiega Paolo Poli, presidente della società scientifica di ricerca sulla cannabis Sirca e direttore della Terapia del dolore del Gruppo ospedaliero San Donato di Como e Monza.- Ma dovrebbe aggiungersi la varietà Bedrocan e aumentare la­ quantità”. Fino ad ora alle richieste si è risposto con la cannabis terapeutica proveniente dalle serre farmaceutiche olandesi.

Cannabis terapeutica, dal mercato nero alla cura in farmacia Giorgia Bellistri ha 28 anni. Cinque anni fa un Herpes zoster non riconosciuto si è trasformato in nevralgia post erpetica. La malattia è diventata cronica e dolorosa. "Pochi medici mi hanno ascoltata quando ho fatto notare che con la cannabis stavo meglio, mi prendevano per pazza - racconta-. E quando il mal di testa diventava troppo forte non mi rimaneva che andare al pronto soccorso per la morfina". Per farsi prescrivere la cannabis terapeutica è andata a Pisa. Ora dopo anni ha trovato un medico che gliela prescrive e le farmacie dove acquistarla. "Prima - dice - dovevo ricorrere al mercato nero, senza sapere cosa prendevo, dovevo combattere con gente che non capiva che per me era una cura". Il problema rimangono i costi alti e, in molte Regioni, a carico dei pazienti (di Cinzia Lucchelli)

Numerosi derivati della cannabis risultano inseriti dal 2007 nella tabella ministeriale che ne consente la prescrizione con ricetta medica. Malattie del sistema nervoso centrale, dolore cronico, nausea causata dalla chemioterapia, perdita di appetito in pazienti affetti da Aids, anoressia nervosa, depressione, emicrania, galucoma: sono diverse le patologie e i casi in cui può essere usata. Dall'inizio del 2013 può essere venduta e dunque acquistata in farmacia.

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"Non sappiamo ancora come funziona. Ci siamo basati su 2 principi attivi, ma ce ne sono altri 150 da scoprire”. Il presidente della società Sirca ha in cura duemila pazienti per malattie del sistema nervoso centrale e fibromialgia, ma anche depressione ed emicrania. "Non è la panacea ma un farmaco che ha il suo uso per determinate patologie"

Le storie, raccolte da medici che la prescrivono e raccontate da persone che la assumono, sono tantissime. C'è chi ne trae beneficio per l'emicrania dopo aver tentato senza successo soluzioni anche invasive; viene data ai bambini con tumori, con le dovute accortezze, per aiutarli a combattere il dolore. Persone con dolori cronici che minano ogni istante della vita che riescono finalmente a dormire e a trovare pace di notte. Malati di sclerosi multipla che da anni la usano perchè hanno scoperto di trarne effetti benefici fisici e un effetto calmante.

Differenze regionali. Sono dunque riconosciute le proprietà terapeutiche della cannabis e l'acquisto negli ospedali o nelle farmacie che fanno preparazioni galeniche è possibile ben da prima che esistesse e circolasse una varietà made in Italy. Eppure accedere a questo farmaco, farselo prescrivere e poi acquistarlo, non è semplice e spesso rimane a carico del pazienti. La prescrizione, che pochi medici oggi fanno, può essere a pagamento. Per l'acquisto la Regione in cui si risiede fa la differenza. Ce ne sono alcune in cui paga l'Asl: Toscana, Puglia, Liguria, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte. Altre in cui l'acquisto è a carico del paziente. Anche le patologie per cui viene riconosciuto l’uso terapeutico, a carico dell'Asl, variano territorialmente. Il panorama è ancora più variegato, se si pensa che alcune Asl di alcune regioni permettono l'importazione direttamente dall'Olanda richiedendo al paziente di pagare solo una quota per spese burocratiche. “Poche farmacie poi in Italia, circa 300, la vendono. Quelle in cui si prepara anche l'olio e non si vende solo il prodotto sfuso sono ancora meno”, dice Paolo Poli. “A causa della mancanza di letteratura scientifica da una parte (anche se gli studi stanno aumentando e sono sempre maggiori le evidenze delle proprietà terapeutiche) e del disordine burocratico dall'altra, molti medici preferiscono non prescriverla. C'è ancora molto pregiudizio anche da parte della popolazione. Alla fine chi sbatte contro una malattia, un dolore cronico, e non trova alte soluzioni, finisce per informarsi e alla fine per saperne di più di tanti medici” dice Francesco Crestani, della società Sirca, dottore specialista in anestesia e rianimazione dell'ospedale Trecenta di Rovigo, il p rimo a prescrivere cannabis terapeutica in Italia (su Facebook sua la pagina della Associazione per la cannabis terapeutica )

Cannabis terapeutica. La farmacista: "Ci arrivano più di 30 prescrizioni al mese" La farmacia Igea di Roma è una delle poche della capitale che vende cannabis terapeutica. La titolare Maria Catena Ingria: "Ci arrivano più di trenta richieste al mese, da parte di malati oncologici, di malati di sclerosi a placche ma anche di chi soffre di emicranie e non trova sollievo in altro (di Cinzia Lucchelli)

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I malati. A finire stritolati tra medici che non prescrivono, farmacie che non aprono questo canale di vendita, prezzi spesso a carico del paziente nonostante l’evidenza di malattie croniche sono proprio gli ammalati, i sofferenti. Persone che spesso ricorrono alla cannabis come ultima speranza dopo aver provato ad alleviare inutilmente dolori che rendevano invivibile la vita. “Quando non ce la facevo più andavo al pronto soccorso a farmi fare la morfina”, racconta Giorgia Bellistri, 28 anni e un dolore cronico che non la faceva stare in piedi. “Da quando mi prescrivono la cannabis terapeutica, non ne ho più avuto bisogno”. Persone che prima di arrivare negli ospedali e nelle farmacie con una prescrizione medica sono stati spinti dalla disperazione a trovare una soluzione per conto proprio, cercando la cannabis per strada, senza avere garanzie su cosa e da chi compravano.

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Un incidente sei anni fa, la formazione di due neuromi inoperabili e da lì il tunnel senza fine del dolore. Solo a distanza di 5 anni, dopo dieci interventi vani, Francesca è riuscita a farsi prescrivere cannabis terapeutica per avere una tregua dalla sofferenza. Una domanda, però, le rimane: "Come può un medico prescrivere, magari a una persona giovane, un farmaco oppiaceo che dà effetti collaterali seri invece di una sostanza con effetti collaterali lievi e che dà sollievo a chi per tutto il giorno è intrappolato nel dolore?”

E poi, dicevamo, il prezzo. Gennaro Francese, 44 anni, di Civitavecchia, è affetto da sclerosi multipla. "A seguito della mia malattia, che venne dichiarata unica e non presente nella bibliografia storica medica - racconta - fui sottoposto a visite ulteriori per dimostrare la concreta efficacia benefica dell'uso terapeutico della cannabis. Ero un esperto informatico specializzato come disegnatore tecnico CAD, avevo uno studio tecnico professionale avviato con ottimi risultati. Da quando ho scoperto questa malattia e i problemi visivi totali che ha comportato, ho perso la patente di guida, il lavoro, e l'indipendenza nella mia vita quotidiana. Da quel momento in poi, provando su di me, i grandi benefici che mi procurava, ho intrapreso con l'ospedale San Filippo Neri di Roma tutte le procedure burocratiche per l'importazione del farmaco dall'Olanda. Da paziente sono costretti a pagare - racconta -: sto parlando di 980 euro per tre mesi se l'acquisto avviene nella farmacia territoriale dell'Asl, che diventano 1600 euro se l'acquisto avviene in farmacia".

 

 

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