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Terremoto, una piattaforma per monitorare la ricostruzione

L'associazione Ondata lancia "Ricostruzione trasparente", il progetto di controllo dei lavori post sisma in Centro Italia. Verrà finanziato tramite un crowfunding: è possibile donare sul sito Prudizioni dal basso

Il 23 novembre del 1980 la terra tremò per 90 secondi in Irpinia. Tanto bastò per radere al suolo interi comuni e uccidere 2.914 persone. Oggi, a 36 anni di distanza, la ricostruzione non è ancora terminata: le lancette degli orologi sono ferme alle 19.35 di quel giorno. Non è un caso unico: la storia dei disastri naturali in Italia è costellata di mancanze, container scambiati per case, abbandoni, inchieste sul post. Per evitare che uno scenario del genere si ripeta, l’associazione Ondata – già promotrice di Confiscati Bene , un monitoraggio dei beni requisiti alle mafie - ha lanciato il progetto Ricostruzione trasparente, che si propone di costruire una piattaforma online che permetta ad ogni cittadino di osservare da vicino le operazioni legate agli eventi sismici che hanno sconvolto il Centro Italia dal 24 agosto 2016 in poi. Proprio sul sisma, il Gruppo Espreso in collaborazione con Global editors network (Gen) e il supporto di Google News Lab sta organizzando un hackaton , cioé una gara tra i migliori innovatori digitali, il 24 e il 25 febbraio a Roma.

Terremoto centro Italia, ecco cos'è "Ricostruzione trasparente? Come verranno spesi i soldi della ricostruzione dei terremoti nel Centro Italia del 2016? E dove? Chi saranno i destinatari, i fornitori, le imprese che interverranno? Il progetto “Ricostruzione Trasparente” nasce per rispondere a queste domande. Promosso dall’Associazione Ondata, il progetto si fonda su alcune delle esperienze principali dell’associazione Ondata quali Confiscati Bene per il monitoraggio dei beni confiscati alle mafie e Albo Pop, un’iniziativa promossa da Andrea Borruso, presidente di Ondata, attraverso la quale una ricca comunità di attivisti digitali cerca soluzioni tecnologiche per rendere più facilmente fruibili gli albi pretori dei propri Comuni. Ecco il video per lanciare la campagna di crowdfunding(Video dal canale Youtube Ricostruzione Trasparente)

Il monitoraggio. I numeri di quei giorni tragici sono sotto gli occhi di tutti: 299 morti, 26mila sfollati, 62 comuni interessati, 3mila aziende agricole coinvolte, 7 miliardi e 800 milioni già stanziati dal governo da qui al 2047, stando ai dati forniti dall’agenzia Agi. “Come verranno spesi i soldi della ricostruzione dei terremoti nel Centro Italia del 2016? E dove? Chi saranno i destinatari, i fornitori, le imprese che interverranno?”, sono le domande che Ondata si pone e a cui cercherà di rispondere con la piattaforma. Il metodo di lavoro è spiegato sul sito dell’iniziativa: “Raccoglieremo i dati dagli Albi pretori dei comuni colpiti dal sisma e li incroceremo con quelli che verranno pubblicati sul sito del Commissario per la Ricostruzione ”.  Gli Albi pretori contengono informazioni che le amministrazioni devono pubblicare sui loro siti internet: avvisi pubblici, bandi di concorso, esiti di gare e molto altro. Albo pop , un progetto curato dal presidente di Ondata Andrea Buroso, si propone di renderli più fruibili ai cittadini, avvisandoli automaticamente – tramite Twitter, un feed rss o Telegram – su ogni contenuto pubblicato.

Il crowfunding. Il progetto ha già diversi partner: Openpolis, ActionAid, Cittadinanza Attiva, Banca Etica, Terremotocentroitalia.info, InformaEtica, il professor Pierluigi Feliciati, Stati Generali dell'Innovazione, Wikimedia Italia. Ma è in cerca di fondi, che è possibile donare sulla piattaforma Produzioni dal basso . Banca Etica donerà una cifra pari a massimo al 25%, che verrà conferita al raggiungimento del 75% del budget sulla piattaforma di crowdfunding, dichiarato in 15mila euro (senza i quali il progetto non partirà). Action Aid raddoppierà la posta in palio: darà un euro per ogni euro offerto dai cittadini fino ad un massimo di 5mila euro.

I dati open. In cambio delle donazioni Ondata s’impegna costruire una piattaforma partecipativa, con contenuti forniti per due anni. I fondi saranno utilizzati per “progettare e implementare la piattaforma; estrarre i dati e costruire il motore di ricerca; realizzare una buona interfaccia grafica (desktop e mobile); rendere facile la consultazione dei dati; analizzare e interpretare i dati attraverso approfondimenti giornalistici pubblicati periodicamente; mantenere il server e gestire la piattaforma”. Ma soprattutto i dati raccolti saranno pubblicati in formato open: liberamente utilizzabili da chiunque con licenza Open source.

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