Quotidiani locali

Milano, stilista impiccata: Carlotta e le denunce contro il fidanzato

Milano: stilista trovata impiccata martedì. La sorella, Giorgia Benusiglio, testimonial antidroga: «Non è suicidio»

ROMA. Un suicidio con troppi punti interrogativi. La morte di Carlotta Benusiglio trovata impiccata ad un albero a Milano, in piazza Napoli, è tutta la chiarire. 37 anni, studi d’arte nelle accademie di Parigi e New York, l’attività di stilista che finalmente si realizza con la presentazione di una sua linea di moda, a cui aveva dato il nome “Blume blu” (fiore blu in tedesco). Amici e familiari non credono che Carlotta, all’alba di martedì, possa aver deciso di uccidersi in mezzo ad una strada a due passi da casa.

E dalle testimonianze raccolte dalla polizia, salta fuori il particolare del rapporto burrascoso con il suo fidanzato, un uomo di 40 anni. Di visite al pronto soccorso, delle denunce per violenze presentate contro di lui da Carlotta. Stavano insieme da un paio di anni. «Al momento nessun elemento ci fa allontanare dall’ipotesi del suicidio, ma stiamo indagando come se non lo fosse, anche per le dichiarazioni della famiglia» ha tenuto a sottolineare il capo della squadra mobile di Milano, Lorenzo Bucossi. Solo l’autopsia, già disposta dal magistrato e che verrà eseguita questa mattina, potrà dare una prima risposta ai dubbi della famiglia e degli investigatori. Al momento comunque il fidanzato della donna non è stato interrogato nè ci sono provvedimenti a suo carico.

Una sera come tante altre quella del 30 maggio per Carlotta che alla 23 chiama la mamma dicendole che il giorno dopo, martedì, avrebbero pranzato insieme. Nulla del suo comportamento fa insospettire la madre. Poco prima aveva parlato con un’amica che dall’Argentina sarebbe dovuta venire a Milano in questi giorni e anche lei, ascoltata dagli inquirenti, ha riferito di non aver recepito nulla di strano. Carlotta quella sera esce e raggiunge gli amici al Capetown cafè sui Navigli, uno dei luoghi della movida in cui aveva lavorato prima che intraprendesse a tempo pieno la carriera della moda. Sono gli ex colleghi del bar di via Vigevano gli ultimi ad averla vista viva. Almeno fino a questo momento. «L’abbiamo vista la sera prima che morisse e ci sembra davvero strano si sia suicidata. Era una ragazza solare e determinata, stava finalmente raggiungendo il suo sogno di diventare stilista», racconta uno dei ragazzi che ha trascorso la serata con lei al Capetown.

I primi ad indicare agli investigatori che qualcosa non torna nel suicidio, così plateale di Carlotta, sono stati i suoi familiari. Lei, così riservata, spiegano non si sarebbe uccisa legandosi con la sciarpa ad un ramo di un albero. Un ramo tra l’altro talmente basso, che i piedi toccavano il terreno. «Io e la mia famiglia vogliamo la verità. Non credo assolutamente che mia sorella si sia suicidata. Non lo avrebbe mai fatto e soprattutto mai a due passi da casa usando un albero in una piazza. Per assurdo, avrebbe potuto farlo nella sua casa», così parla Giorgia, la sorella più giovane. Ha 33 anni e da molto tempo è diventata una testimonial e consulente per la prevenzione giovanile contro l’uso di stupefacenti. Un impegno che arriva da una vicenda personale. Giorgia a 17 anni venne salvata grazie ad un trapianto di fegato dopo aver assunto ecstasy. Su quella terribile esperienza ha scritto un libro-simbolo dal titolo: “Vuoi trasgredire? Non farti!”. Giorgia Benusiglio ora è in prima linea per scoprire cosa è accaduto a suo sorella quella notte in piazza Napoli. «Era un’artista,

aveva mille progetti, era appena tornata da Venezia» ricorda «il fidanzato? Di lui non voglio parlare. Posso solo dirvi che lo aveva denunciato per violenza». Oggi l’autopsia potrà raccontare le ultime ore di vita di Carlotta, la stilista di “Blume blu”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro