Quotidiani locali

Esclusivo: ecco i fondali del Giglio dopo la rimozione della Concordia

A tre mesi dalla rimozione del relitto, il Tirreno pubblica le foto dei fondali nell’area del cantiere: 23mila metri quadri di detriti fino a 90 metri di profondità. Il giallo delle piattaforme rimaste in mare

ROMA. Il 14 luglio scorso il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, lo aveva promesso a chiare lettere: "Noi abbiamo ipotizzato, fin dall'inizio, di ripristinare il Giglio com'era prima: prima le piattaforme non c'erano e dopo non ci devono essere".

v

Invece, negli ultimi documenti presentati dalla compagnia Costa, della rimozione di quel gigantesco letto di acciaio e cemento che per due anni e mezzo ha retto il relitto della Concordia sembra non esservi più traccia. E, intanto, la relazione finale presentata dall'Università La Sapienza all'ex Osservatorio di monitoraggio mostra lo stato dei fondali nell'area del cantiere tra cumoli di detriti, materassi, sedie, valige, parti della nave e praterie di Posidonia ricoperte da strati di sedimenti fini e da una crosta di cemento. A questo si aggiungono le sei piattaforme in acciaio, tre grandi e tre più piccole.

Foto: i fondali del Giglio dopo la rimozione della Cocordia

Le piattaforme in acciaio e cemento e, in giallo e rosso, l'area di distribuzione di detriti e sedimentimappa

Le mappe contenute nella relazione della Sapienza (firmata dal professor Giandomenico Ardizzone e dal dottore Andrea Belluscio) mostrano la distribuzione dei detriti: "23.486 metri quadri di spazzatura concentrata a nord e a sud della Punta della Gabbianara fino a una profondità di una novantina di metri, con la maggiore concentrazione tra i 45 ed i 60 metri". Il che significa che le operazioni di bonifica saranno complesse, perché in parte andranno effettuate dai sommozzatori con tecniche di saturazione. Non solo, un "secondo problema è legato alla dimensione degli oggetti" che sono molto grandi e anche molto piccoli, come ad esempio pezzi dei finestroni e frammenti di vetrate inferiori al centimetro. "Particolarmente pesante - si legge nella relazione - è l'effetto della presenza di questi oggetti sui fondi duri, poiché vanno a ricoprire le comunità animali soffocando le specie presenti impedendone l'alimentazione e la crescita".

Detriti in zona prua navec

Le foto (tutte realizzate dall'Università di Roma) parlano da sole. Nelle immagini si vedono decine di corpi morti serviti per l'ancoraggio delle panne antinquinamento, oltre al falso fondale in sacchi di malta cementizia creato per sostenere la nave coricata su un fianco, parabordi abbandonati, cavi d'acciaio, distese di mitili atlantici arrivati con i pontoni, morti per le acque troppo calde del Giglio e precipitati sul fondale soffocando le già sofferenti praterie di Posidonia.

Valve di mitili cadute sulla prateria di Posidonia, a sud di Punta Gabbianaram

S ul fondale del cantiere "sono attualemente presenti anche circa 1.350 grout bags (sacchi, ndr.) pieni di cemento che andranno rimossi. Questi sacchi sono in parte integri e in parte rotti a causa del peso e delle pressioni esercitate dalla chiglia della Concordia durante il ribaltamento e la permanenza sul sito". In un secondo documento, sempre a firma dl dipartimento di Biologia ambientale della Sapienza, si parla dei criteri ripristino dell'ambiente. Ma nel progetto non vi è alcun accenno alla rimozione delle piattaforme, che era stata pubblicamente promessa da Galletti e dallo stesso armatore. Il 3 ottobre scorso, il governatore della Toscana, Enrico Rossi, aveva parlato, durante un incontro a Palazzo Strozzi Sacrati (Firenze), di "un piano articolato in quattro fasi: prima di tutto la rimozione dei materiali depositati sui fondali; poi il recupero dei sacchi di cemento cui seguirà la rimozione della piattaforme metalliche e, infine, a completamento dell'intervento, la pulizia dei sedimenti depositati sul fondale". "I lavori - aveva aggiunto Rossi - saranno affidati al più presto e si concluderanno nel giro di un anno e mezzo". Ma del capitolato della gara per l'appalto di questi lavori non si sa ancora nulla.

Cavi d'acciaio sotto la piattaforma

1c


Riproduzione riservata

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro