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Sergio e Martin, in due a braccetto verso il record di presenze

Insieme al debutto nel 2002 contro gli All blacks, oggi capitano e pilone arrivano a 104 cap. Sono i più presenti di sempre.

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Hanno esordito insieme, 12 anni fa, nel 2002. Non un esordio qualunque, non una partita di quelle che poi ti dimentichi, nazionali minori del rugby, vittorie ampie e facili. No. Il campo era quello di Hamilton, isola nord della Nuova Zelanda, gli avversari gli All Blacks. Finì 64-10, non chiedete per chi. Martin Castrogiovanni aveva 21 anni, Sergio Parisse 19, l’allenatore che li spedì in campo contro i tutti neri aveva vestito la maglia con la felce, era John Kirwan. Domani Sergio e Martin tagliano il traguardo delle 104 presenze in azzurro, lo fanno insieme contro la Scozia. In nazionale nessuno ha mai giocato quanto loro. Andrea Lo Cicero, che dall’anno scorso ha lasciato l’attività agonistica, si è fermato, si fa per dire, a 103; un altro avanti longevo, un altro monumento del rugby azzurro.

Sergio Parisse e Martin Castrogiovanni sono amici da sempre. E non solo perché entrambi argentini tornati in Italia giovanissimi, non solo perché in questo Sei nazioni dividono anche la stessa camera, ma perché giocare insieme in nazionale per loro va oltre l’indossare la stessa maglia. Fuori di qui sono avversari, da quest’anno con Martin che gioca in Francia, nel Tolone, anche di più visto che Sergio è nello Stade Francais. «Ci siamo incontrati a Parigi, abbiamo vinto noi 23 a 0», scherza Parisse. Castrogiovanni incassa, poi scherza su una foto che li ritrae insieme a Hamilton, quell’8 giugno 2002 lontano 104 cap. «Sergio ha ancora i capelli ed è più magro, io ho gli stessi capelli di ora e ho lo stesso fisico».

Da avversari si sono incontrati anche quando giocavano entrambi in Italia. «Una volta – racconta Parisse – Martin mi dette un placcaggio in ritardo dopo che avevo passato il pallone. Io giocavo nel Treviso, lui a Calvisano. Mi fece male». Martin sulla storia delle 104 presenze cerca di glissare. «La partita con la Scozia è molto più importante del mio numero di cap, non ho giocato a rugby per fare dei record, non ci ho mai pensato prima, non ci voglio pensare ora. Per me il rugby è altro. Anche perché se sono qui oltre che grazie al fisico che ha retto è grazie alla squadra, ai compagni. Comunque non vi preoccupate, ho la mente sgombra e sono concentrato sulla partita non sul contorno».

Anche Parisse pensa più alla partita che al record. «Ho avuto infortuni anche importanti, ma ho saputo recuperare e ricominciare. Certo 104 presenze è un traguardo importante, sia per me che per Castro».

Sollecitato ripercorre la sua carriera in azzurro focalizzandosi su due episodi. «Il ricordo più bello è sicuramente quello dell’esordio, Hamilton, gli All Blacks. Un’emozione incancellabile». E il peggiore? «Settembre 2007, Saint Etienne, partita del mondiale contro la Scozia, sconfitta per due punti e quarti di finale mancati. Eppure eravamo in un girone abbordabile, ero sicuro che ce l’avremmo fatta, invece perdemmo. È stata la giornata più brutta in azzurro.

Sergio Parisse si è sposato la settimana scorsa con Silvia Bragazzi, conosciuta dopo la fine del matrimonio con Alexandra Rosenfeld. «Felice di aver trovato l’amore della mia vita e di averla sposata», ha twittato il capitano azzurro dopo la cerimonia. Anche Martin è innamorato, di Giulia Candiago, commentatrice sportiva di Sky dalle Olimpiadi di Sochi. Già, le Olimpiadi. Castrogiovanni prima di quelle di Londra faceva uno spot in cui si fingeva un nazionale di ginnastica artistica, esilarante. Oggi scherza su quelle invernali: «Penso che lo sport

ideale per me sarebbe il curling, perché si corre poco».

Curiosità finale. C’è un altro azzurro nel gruppo di Brunel che potrebbe arrivare presto a quota 104 in questo Sei nazioni, è Marco Bortolami ora fermo a 101 e domani in panchina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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