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E Pian d’Alma coccola i buongustai

Il nuovo ristorante

Ecco Bubula, ristorante d’autore griffato Massimo Longobardi

SCARLINO. È il Bubula la nuova sfida culinaria, intesa come ristorante, di Massimo Longobardi. Dopo aver ridato vita alle Vecchie Costiere appena un anno fa al al bivio del Puntone, ora per l’imprenditore partenopeo – da considerarsi però maremmano doc sennò si offende – è la volta di far “rinascere” un ristorante che ha fatto storia: il Vecchio Fontino, a cavallo fra Pian d’Alma (Castiglione della Pescaia) e Scarlino, sulla strada provinciale delle Collacchie. Il Bubula, a fianco della chie ...

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SCARLINO. È il Bubula la nuova sfida culinaria, intesa come ristorante, di Massimo Longobardi. Dopo aver ridato vita alle Vecchie Costiere appena un anno fa al al bivio del Puntone, ora per l’imprenditore partenopeo – da considerarsi però maremmano doc sennò si offende – è la volta di far “rinascere” un ristorante che ha fatto storia: il Vecchio Fontino, a cavallo fra Pian d’Alma (Castiglione della Pescaia) e Scarlino, sulla strada provinciale delle Collacchie. Il Bubula, a fianco della chiesa della Madonna del Rosario, già dal nome scelto fa capire quella che sarà la cucina principale: in latino infatti per Bubula s’intende la definizione di manzo, e la carne sarà dunque tra i piatti principali del menù.

Massimo Longobardi è un vulcano in eruzione: risponde al telefono, guarda gli arredi, dà consigli agli elettricisti e se potesse si metterebbe a montare gli infissi. Quando però c’è da spiegare il motivo di questa sua nuova avventura, marchiata “Ma Ma” la sua società, allora Longobardi si rilassa dieci minuti e spiega: «Il posto è in una zona che amo, e forse per questo sono convinto che ci siano ampi margini per far rifiorire un ristorante che per decenni è stato mèta per residenti e turisti. L’idea è quella di creare un ambiente per famiglie, a misura d’uomo, e far assaporare la cucina tipica Maremmana, all’insegna dei prodotti locali e della carne in particolare». Proprio la famiglia sarà al centro del progetto, come spiega Longobardi: «Si, e soprattutto a misura di bambino. Un mio sogno nel cassetto sarebbe quello di “togliere” i telefoni cellulari a tutti, per far assaporare ogni minuto di un pranzo o una cena senza l’assillo di guardare continuamente lo smartphone e chattare. Per questo per i ragazzi abbiamo previsto un’animazione, magari per lasciare in pace i genitori a gustarsi le nostre portate in un ambiente rilassato. Qui gli spazi non mancano davvero. Un esperimento che gli stranieri sono sicuro apprezzeranno, ma anche gli italiani potrebbero entrare nello spirito della cosa, e non solo in piena estate».

Nell’area del giardino del ristorante, tutto rimodernato, è già previsto un orto botanico e un parco giochi attrezzato: occasioni in più per socializzare e stare insieme. L’aspetto culinario è comunque al centro di tutto. Massimo Longobardi quando poi si parla di cibo diventa un fiume in piena: «Oltre alla griglieria per la carne Toscana, i piatti spazieranno dalle verdure alla frutta fresca di stagione, dai salumi tipici alla pasta di grani sempre toscani, e ancora acquacotta, pollame e coniglio, per finire al maiale. Senza dimenticare i fritti. Insomma, un menù ricco ma che deve far sentire l’ospite come a casa propria, coccolato, con lo chef Marco Colli che dovrà proprio immedesimarsi senza scendere a compromessi».

L’apertura del 30 maggio è stata allietata dalla Tito Blues Band.