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Non soltanto la figuraccia, ora Battistini deve lavorare sulla testa dei suoi ragazzi

GAVORRANOInutile girarci intorno, perdere ai rigori dopo aver dominato una partita e essersi fatti rimontare tre gol in solo tempo, deve per forza far risuonare qualche campanello d’allarme. Nel dopo...

GAVORRANO

Inutile girarci intorno, perdere ai rigori dopo aver dominato una partita e essersi fatti rimontare tre gol in solo tempo, deve per forza far risuonare qualche campanello d’allarme. Nel dopo gara le facce dei dirigenti e tecnici del Gavorrano, battuto incredibilmente dal Seravezza nel secondo turno della coppa Italia, per di più a domicilio, erano tutto un programma.

Non era la sconfitta in sé che faceva preoccupare. Certo, la pessima figura era ormai fatta, per una squadra costruita come quella rossoblù per albergare nei piani alti della classifica, al cospetto invece di un undici come quello di mister Vangioni che ha la lotta salvezza come obbiettivo primario. Al direttore generale Filippo Vetrini e all’allenatore Pier Francesco Battistini, non è piaciuta la rilassatezza con sui è stata giocata la ripresa, dopo appunto aver comandato in lungo e largo nei primi 45’. I gol di Moscati, Cela e Gomes avevano illuso che la pratica fosse bell’è che archiviata.

Invece i giovanotti versiliesi c’hanno sempre creduto e in piena zona Cesarini, dopo aver accorciato ad inizio ripresa con un rigore forse generoso, hanno piazzato le due conclusioni vincenti portando la sfida ai rigori. Qui ha pesato l’imprecisione dei minerari, con il primo rigore ad oltranza che ha fatto la differenza. Se il modulo scelto da Battistini sembra ormai consolidato, in vista della prima di campionato che si giocherà a campi invertiti proprio a Seravezza, una riflessione generale sulle condizioni dei singoli diventa inevitabile. Tolto appunto l’alibi di essersi fin troppo rilassati considerando il risultato ormai chiuso, proprio i tecnici unionisti dovranno invece lavorare sulla “testa” dei giocatori. La rosa a disposizione di Battistini sembra ampia e piena di alternative, e perciò è immaginabile che il trainer minerario possa tenere sulla corda molte pedine. Analizzando i reparti quello più collaudato, a dispetto del secondo tempo di domenica, sembra il pacchetto difensivo. Salvalaggio ha conquistato i galloni di titolare fra i pali, con Mori a dirigere il terzetto supportato da Bruni e Ferrante, con Pupeschi ma anche Gagliardini che sono le alternative. A centrocampo intorno a Conti possono agire in molti,

considerando che nell’ultimo match mancavano Brenci e Koci, e lo stesso Cela si è comunque ben disimpegnato. In attacco la coppia-gol è imprescindibile con Moscati-Gomes che gara dopo gara stanno acquisendo automatismi e conoscenza reciproca. —

ENRICO GIOVANNELLI

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