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Il Grifone è in fibrillazione Mister Consonni in bilico

La società non ha permesso ai tesserati di partecipare alle trasmissioni tv Ieri allenamenti, domani sosta per visionare la finale di Coppa Italia in Emilia

GROSSETO. È stata una giornata di grande fibrillazione quella di ieri in casa Grosseto. Silenzio stampa più o meno totale, con la decisione di non mandare alcun tesserato alle trasmissioni sportive del lunedì sera e la posizione di mister Gigi Consonni, in bilico sin dalla tarda sera di domenica.

In attesa quindi di capire quelle che saranno le intenzioni della società, la squadra ha già ripreso ieri ad allenarsi, sotto la guida dello staff tecnico al completo. Una ripresa anticipata che era già stata programmata, in quanto quella di riposo è spostata al mercoledì, per consentire allo stesso tecnico biancorosso di andare a visionare la finale della Coppa Italia di Eccellenza dell’Emilia Romagna, dalla quale uscirà il prossimo avversario del Grifone nella coppa nazionale.

Sul tavolo intanto rimane la grande amarezza per l’ennesima occasione gettata al vento, l’ennesimo pareggio esterno della stagione e una forbice che si allarga sino a 7 punti, che oggi sono il distacco dalla vetta per i biancorossi. Senza voler tener conto che nel mezzo c’è sempre, più vivo che mai, il Sangimignano. Una situazione, a 10 giornate dalla fine, decisamente complicata se si vuol continuare a ragionare in chiave primo posto. Se prima di Cenaia l’obiettivo era quello di recuperare almeno 2 punti sulla Cuoiopelli, prima dello scontro diretto, adesso restano 8 giornate per cercare di arrivare almeno a –3 e giocarsi tutto alla penultima giornata. Difficile, ma non impossibile. La storia del calcio lo insegna.

Malgrado tutto, fintanto che la matematica lascia viva la speranza, mollare adesso sarebbe deleterio. Anche perché, oltre alla strada praticabile attraverso il torneo della Coppa Italia nazionale, esistono poi pur sempre anche i playoff, che per quanto complicati, sono comunque una strada secondaria che porta alla medesima meta. È comunque innegabile che la partita di Cenaia ha aperto una crepa enorme e dato il via a una serie infinita di polemiche da parte dei tifosi biancorossi, che non riescono proprio a capacitarsi di come sia possibile che una squadra così si trovi in questa situazione di classifica. Un coro tutt’altro che uniforme, nel contesto del quale ognuno ha la propria teoria. Si va dalla sfortuna, ai torti arbitrali subiti, dagli errori del tecnico nella scelta della formazione, alla sopravvalutazione di alcuni giocatori; e chi più ne ha più ne metta. Di certo, i numeri nel calcio non mentono mai e dopo 20 giornate su 30, se una squadra fuori casa ha vinto solo 4 volte su 10, pareggiato in 5 occasioni e perso una volta, portando a casa solo 17 punti sui 30 disponibili, è evidentemente una buona squadra, ma non tanto da poter ambire a vincere un campionato. Tanto meno, certi risultati possono sempre essere imputati quando a errori arbitrali, quando ad altri fattori.

Si deve avere l’onestà intellettuale di dire che fino ad oggi, la Cuoio è stata più brava. Fortunata in occasione dello scontro diretto dell’andata (pareggio regalato dai biancorossi), ma comunque più brava. Nell’allestire la squadra in primis. Poi, di sicuro a Santa Croce sull’Arno la maglia deve avere un peso specifico inferiore per i giocatori, rispetto a quanto possa esserlo quella del Grifone sulle spalle dei torelli che proprio non riescono a avere continuità. Mai infatti, la squadra di Consonni è riuscita

a vincere più di 3 partite di fila. Troppo poco. Adesso, sperare in un filotto addirittura di 10 vittorie pare utopia. Eppure, crederci non costa nulla. Provarci, è quasi un dovere, da parte di tutti. Critiche e polemiche adesso servono a ben poco.

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