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Vanessa ha centrato il bersaglio

La grossetana campionessa di tiro con l’arco premiata per il titolo mondiale juniores

Ragazzi, fate sport. Ma fatelo sempre conservando la voglia di divertirvi. La raccomandazione arriva da una campionessa del mondo juniores made in Maremma, Vanessa Landi. Venti anni di precisione, di bravura e di saggezza e con uno sguardo rivolto anche al futuro, al lavoro. Pur se con un pizzico di timidezza davanti a microfoni e taccuini.

La principessa del tiro con l’arco ha vinto il titolo iridato con la squadra (Lucilla Boari e Tatiana Andreoli) a Rosario, in Argentina. È stata la prima volta che le azzurrine hanno centrato questo obiettivo. Tra l’altro contro una corazzata come la Cina. E per questo motivo il Panathlon club Grosseto l’ha scelta per il premio 2017, un trofeo che le è stato consegnato l’altra sera nel corso della serata di premiazioni. Vanessa è tesserata adesso con la Compagnia Arcieri di Montalcino, anche se si allena a Grosseto. Il sogno, nemmeno c’è da dirlo, sono le Olimpiadi.

Vanessa, ma la passione per l’arco com’è nata? «In vacanza con la famiglia. Andavamo nei villaggi turistici e gli animatori ci proponevano di fare il tiro. Dopo due estati mi è venuta la voglia e ho provato davvero, qui a Grosseto».

Nessun’altra passione sportiva? «Sì, certo. In precedenza ho praticato il pattinaggio artistico e l’atletica».

E l’arco? «L’arco dal 2010. Ho iniziato con la guida di Fabio Giomi. Da cinque anni mi allena Stefano Mazzi».

Il primo trofeo conquistato? «Il titolo regionale nell’arco olimpico, nel 2011».

Il tiro con l’arco le piace perché… «Perché ogni gara è differente. Ogni gara porta con sé delle emozioni che ti fanno venire la pelle d’oca.

La qualità migliore di Vanessa? «Forse la freddezza. In gara so esattamente cosa sto facendo e cosa mi sto giocando».

E il difetto? (Vanessa ci pensa un po’) «Beh, nelle qualificazioni olimpiche dell’anno scorso ho seguito alcuni consigli ma ho perso l’obiettivo. Mi sono concentrata troppo. Invece lo sport, anche questo sport, va preso con una punta di divertimento, anche se il livello è agonistico. Non bisogna prenderlo solamente sul serio».

Il futuro agonistico di Vanessa Landi? «Vorrei entrare in un gruppo sportivo di forze armate o forze dell’ordine per poter continuare a gareggiare. Ma ancora non sono stati banditi concorsi».

E lo studio? Il lavoro? «Ho finito di studiare, sono diplomata al Geometri. Sono tirocinante».

E la vita quotidiana di Vanessa qual è? «Alla mattina allenamenti, poi il pranzo, poi il campo, poi la palestra: arrivo a cena che sono morta. Così tutti i giorni, meno il sabato e la domenica.
Ma spesso in questi due giorni ci sono le gare…»

Consiglierebbe questo sport ai giovani? «Certo che lo consiglierei! È uno sport diverso. Mette alla prova capacità varie. Anche per non praticare sempre le solite discipline. E poi tirare d’estate è bellissimo».



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