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Problemi di capienza in vista del derbissimo

Piombino: il vecchio Magona può ospitare al massimo 200 persone Il presidente Spagnesi e il sindaco Giuliani stamani si vedono in commissariato 

PIOMBINO. Gli sportivi vengano al Magona. I tifosi sostengano la squadra. Riempiamo lo stadio.

Tutti appelli che rischiano di essere inutili, se non addirittura controproducenti. Perché il derby col Grosseto si avvicina, dal capoluogo maremmano sono pronti a muoversi in trecento (secondo la questura), quasi altrettanti tifosi nerazzurri fanno il conto alla rovescia per la partita di cartello del campionato di Eccellenza in programma domenica 19: ma non c’è posto per tutti.

Sembra buffo, eppure è così. Fisicamente il posto c’è eccome, ma non secondo le norme di sicurezza. E infatti stamani è previsto un vertice in commissariato con tutti i protagonisti: forze di polizia, presidenti delle due società, sindaco.

Per il Magona si parla di una capienza massima di 100 persone. Che può salire a 200 in presenza di un Cpi, un certificato di prevenzione incendi. Sono numeri che fanno sorridere: cento-duecento persone al massimo in uno stadio che ne ha ospitate a migliaia nei tempi d’oro e che ne potrebbe ancora contenere parecchie centinaia. Anche senza la tribuna coperta. Anche senza la curva Tolla.

E poi, parliamoci chiaro: e finora? Lo scorso campionato c’erano oltre trecento persone per il derby con il Cecina. Nella stagione in corso, per la gara d’andata di Coppa con lo stesso Grosseto, la gradinata ospitò già circa duecento tifosi biancorossi. E in molte altre partite il tetto è stato superato. Perché dunque scoppia soltanto ora questo caso che potrebbe portare a conseguenze clamorose?

Perché nessuno ne ha mai parlato, spesso si è chiuso un occhio ma stavolta la questura ha deciso di non farlo. Semplice. Il Magona è uno stadio progettato negli anni Cinquanta e costruito per 3.500 persone ma ora deve fare i conti con i malanni dovuti al passare degli anni (la tribuna coperta non c’è più, mezza curva è franata eccetera) e alle nuove normative.

Quel numero massimo di 100 spettatori (più altri 100 in presenza di Cpi) lo stabilì una commissione tecnica nel lontano 1997, anno in cui la Magona donò lo stadio al Comune. E fu una valutazione legata a molti elementi tra cui accessi (arbitri, giocatori, tifosi), vie di uscita, aree interne ed esterne, parcheggi. Ed è ancora valida, anche se si è fatto finta di no.

«Ho brutti presentimenti» dice il presidente del Piombino, Massimiliano Spagnesi. Il suo timore è che la questura decida di limitare la bigliettazione proprio in una giornata che avrebbe potuto rimpinguare le casse nerazzurre.

Più ottimista il sindaco Massimo Giuliani: «Sentiamo quali sono i problemi e vediamo di risolverli. Magari è possibile ottenere una deroga». Entrambi sono convocati stamani alle 10 in commissariato «per esaminare – si legge nella comunicazione della questura - le misure organizzative da adottare in occasione della gara in oggetto, ai sensi della determinazione numero 33 del 21 settembre 2011 dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive».

La determinazione riguarda le partite fino alla serie D (ma per estensione viene applicata anche all’Eccellenza) e dispone che «per gli incontri di calcio connotati da profili di rischio ma per i quali non appare necessario il
rinvio alle valutazioni del Casms, il questore della provincia che ospita l’evento, a seguito di una riunione tecnica cui dovranno partecipare entrambe le società sportive, esprimerà il proprio parere di fattibilità».

Oggi sapremo cosa succederà domenica 19. Ma anche in futuro.

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