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Dall'Atalanta a.... Narciso, luci e ombre per il Grifone

In attesa del derby col Livorno, si attendono le mosse di Camilli sul mercato

 GROSSETO. Trentuno punti dello scorso campionato, più altri 28 nella prima metà (manca una gara alla fine dell'andata), nella prima parte di quello in corso. Il Grifone saluta il 2011, con il bottino di 59 punti (che sistemano i maremmani al settimo posto della graduatoria) ottenuti in 42 partite. Tante ne ha giocate in campionato, nell'anno solare ormai alle spalle. Un anno cominciato a Bergamo, con la sconfitta con l'Atalanta.  La prima vittoria è arrivata ad Ascoli, con Serena in panchina. Già, il capitolo allenatori; Moriero, Serena appunto, Ugolotti, Giannini e adesso Viviani. Cinque allenatori in 12 mesi Il Grosseto sembra bruciare tutto, alla velocità della luce. Tecnici, giocatori, direttori sportivi, anche tifosi (sempre meno quelli sulle tribune). Soltanto il presidente, Piero Camilli, resiste ormai da oltre 10 anni e svolta, al timone del suo vascello, sul lato di poppa. Non tanto del campionato in corso, quanto in quello della storia.  Una storia che nel 2012 diventerà (il maggio prossimo), centenaria. Così, tanto per non farsi mancare niente, il tutto dovrà passare anche attraverso le turbolenze di un mare tempestoso, infestato da giocatori che scommettono e che negli ultimi giorni del 2011, hanno provato a infangare anche il nome della gloriosa Unione Sportiva.  Teniamoci forte amici sportivi; sarà un 2012 dalle emozioni forti per chi ha nel cuore questa maglia. Magari, meno blasonata di altre, ma non per chi è cresciuto nei dintorni del Carlo Zecchini. In fondo, non dobbiamo dimenticare che c'è ancora più di metà campionato da giocare e nessun obiettivo, è ancora precluso a Consonni e compagni. La squadra, ha salutato l'anno vecchio, con l'amichevole vinta 4-3 con la Pianese, caratterizzata dal battibecco tra il portiere Narciso ed alcuni tifosi (per il suo coinvolgimento nel calcio scommesse) e dai tre gol subiti contro i senesi. Aprirà quello nuovo, nel derby con il Livorno. Quasi un ponte ideale, tra il passato (la serie D, in cui gioca la Pianese dalla quale non dimentichiamolo mai, è partita questa fantastica avventura) e il presente, o magari il futuro (con il Livorno oggi in B, ma in passato nella massima serie). In molti si chiedono: e adesso? Cosa farà Piero Camilli? Si sarà veramente stancato, dopo oltre dieci anni al timone? Possibile che sia definitivamente nauseato da tutte le porcherie che girano attorno al mondo del pallone? Passerà la mano al figlio, come talvolta si sente dire? Oppure, una volta ancora rilancerà, senza tante
chiacchiere, ma con i fatti, come spesso ci ha abituati in passato? Magari, rinforzando la squadra sul mercato di riparazione di gennaio? Lo sapremo presto, ma qual che sia la scelta del presidente, essa andrà rispettata in ogni caso.

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