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IL ROMANZO

Dal successo sul web al cartaceo "Alice senza niente" è in libreria

 GROSSETO. Il suo ritratto dei giovani precari ha spopolato sul web nella versione di e-book gratuito (oltre 30mila copie scaricate) e da giovedì scorso è partita ufficialmente la seconda vita - quella cartacea - del romanzo "Alice senza niente".  La pubblicazione della storia da parte della casa editrice Terre di mezzo di Milano premia la penna di Pietro De Viola, classe 1980, siciliano di nascita (ma si considera ormai grossetano d'adozione) e diventato al di là di qualunque più rosea previsione punto di riferimento di una generazione precaria. Soprattutto per aver vissuto sulla sua pelle dopo la laurea in Scienze politiche l'emergenza del precariato, compresa la collezione dei lavori più improbabili per sbarcare il lunario, come già il Tirreno aveva raccontato meno di un anno fa quando il romanzo debuttò in formato e-book scaricabile gratuitamente.  «Indubbiamente l'uscita in libreria per me è una grande soddisfazione e la dimostrazione che il lieto fine a volte esiste - dice l'autore - Per il libro è un salto di qualità perché Terre di mezzo è una casa editrice molto selettiva. Per me è una lezione importante perché ho capito che per quanto si possano usare tutti i migliori strumenti di web marketing questi non bastano se non ci sono anche i contenuti». Al di là del numero di copie scaricate e delle recensioni di importanti firme del giornalismo italiano che hanno definito il romanzo di De Viola uno dei casi letterari dell'anno cosa dà al suo giovane autore la misura del successo del libro? «Il fatto che tante persone si siano identificate nella storia e che certi passaggi del libro vengano citati negli status delle persone sui social network e nei blog. Questo per me vuol dire essere popolare». D'altronde riuscire a intercettare emozioni e umori dei lettori con un libro è sempre più difficile. «Non si deve dimenticare - osserva De Viola - che in Italia escono 170 libri nuovi al giorno». E malgrado questo il caso di "Alice senza niente" si è imposto su tutti i media
nazionali. Il libro racconta la giornata tipo di una giovane laureata alle prese con i colloqui di lavoro e con la necessità di sopravvivere con poco. Ne esce fuori il ritratto amaro dei "giovani senza niente", quelli a cui malgrado gli studi e i sacrifici è stata rubata la speranza del futuro.

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