Menu

Nando Sforzini, finalmente l'ariete

Il lavoro psicologico di Serena alla base della ottima condizione del bomber

GROSSETO. Quando lo vedi in campo, lottare come un leone su ogni palla, prendere botte per 90', far salire la squadra, guadagnare calci di punizione a manciate, ringhiare in faccia a ogni difensore, capisci che finalmente il Grosseto ha trovato il centravanti che cercava.  Nando Sforzini è un po' tutto questo. Un vero numero 9, vecchia maniera che magari alla fine della stagione, non può esibire grandi numeri in materia di gol segnati (il massimo restano i 9 col Ravenna 3 stagioni fa), ma quanto vale il lavoro che fa al servizio della squadra? La risposta è semplice: tantissimo. Non è ovviamente Pinilla, ma quando parliamo di attaccanti, spesso cadiamo nel luogo comune di volerli giudicare solo per le reti segnate. L'altra sera, il suo primo gol in biancorosso, alla sua seconda avventura con il Grifone (dopo che 3 ne aveva già segnati 2 stagioni fa), è comunque stato una sorta di liberazione.  C'era già andato vicino a Frosinone, ed era successo anche prima. Ma le "carezze" di Serena, spiegano l'evoluzione del bomber romano, giunto in Maremma dalla Romania, non certamente al meglio della condizione fisica. Al Cluj, aveva finito quasi per fare tappezzeria. Uno spreco che il presidente Camilli, col diesse Imborgia, avevano subito individuato. E' stato la prima scelta del mercato di riparazione, così come Grosseto e il Grosseto, erano l'unica soluzione che "Nando" chiedeva alla società rumena e all'Udinese che ancora detiene metà del cartellino. Oggi, Sforzini è davvero un giocatore "ritrovato". Finalmente al top sotto il profilo atletico, adesso chiede solo che la squadra giochi un po' più per lui, per le sue caratteristiche. Quelle evidenziate dai cross di Mora e di Turati, i migliori sino ad ora a innescarlo nella sua qualità migliore: il colpo di testa. E non potrebbe essere altrimenti per questo "airone" lungo 193 cm. Così, Sforzini diventa il faro, il punto di riferimento dell'attacco biancorosso che adesso sembra poter di nuovo scrivere numeri importanti.  Sta a Serena invece, tessergli intorno la squadra migliore, per sfruttarne appieno le potenzialità. Ma l'impressione è che non si possa prescindere dal 4-4-2 e in ogni caso, dal gioco sulle corsie esterne e dalle sovrapposizioni di Mora e Turati, o chi per loro. Ma soprattutto, sorge una domanda: chi degli altri è il miglior partner per Sforzini? Immobile, Soncin e Papa Waigo, son tutti bravi e tutti con caratteristiche, sia fisiche che tecniche diverse, uno dall'altro. E' probabile che per il ruolo di seconda punta, le gerarchie non siano così definite, ma che Serena sceglierà di volta in volta. In base all'avversario di turno e in base alle condizioni fisiche dei suoi. Il
tutto poi, in attesa di vedere all'opera il cileno Teuber, attorno al quale c'è un'inevitabile curiosità. Ma tutti, dovranno fare i conti con questo nuovo leader in biancorosso. Uno che in fondo, a soli 27 anni pare già esperto, ma che invece è appena entrato nella possibile stagione del rilancio.

TrovaRistorante

a Grosseto Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro