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Soliti uomini e vecchie amnesie

Anche ad Ascoli il Grifone non sfugge alla regola del doppio volto

 GROSSETO. Descrivere il Grifone delle ultime gare sarebbe molto facile. Un allenatore nuovo, in sella da appena 2 gare, ma una squadra sempre uguale a se stessa, nei pregi come nei difetti. Ovvio che mister Sarri non disponga di bacchetta magica. Ovvio che per cambiare una squadra ci voglia molto più tempo.  Molto di più di quanto non ne manchi al termine del campionato. E allora il neo tecnico biancorosso, in maniera molto intelligente, così come del resto aveva detto, per adesso è andato avanti nel solco tracciato dal Gus. Solita squadra, con buona pace dei tanto invocati giovani (ma sarà poi vero che Gustinetti ha pagato anche lo scarso utilizzo dei cosidetti "ragazzi"?).  Solito modulo, ma anche vecchie amnesie. Discreto Grosseto nel primo tempo, anche in quel di Ascoli. E' il film già visto mille volte quest'anno nella ripresa, con i biancorossi che rischiano per 3 volte di cadere, già nei primi minuti di gioco. Col centrocampo che in mediana allenta la morsa e spesso si fa prendere d'infilata, con buona pace dei difensori che si vedono arrivare avversari da ogni dove, senza alcun filtro. Elio Gustinetti sosteneva che non si tratta di un Grosseto Pinilla-dipendente. Ma ancora una volta, il Grifone deve issarsi sulle spalle del delantero cileno, giunto a quota 24. Non crediamo che si offenda nessuno se ci chiediamo dove sarebbe il Grosseto oggi senza le magìe di questo ragazzo, riscoperto con grande merito dalla coppia Camilli e Iaconi. Un Pinilla che continua a giocare e a segnare, pur allenandosi più in piscina che sul campo, per via di quel ginocchio infiammato.  Nell'attesa di sapere cosa si è fatto Gigi Consonni (uscito per infortunio al Del Duca verso la fine del primo tempo), la mediana biancorossa vive il suo momento di crisi più profonda dell'anno. Partito Valeri, con Papini ormai infortunato di lungo corso, Vitiello ancora non al meglio e un Carobbio che forse non abbiamo mai visto al top qui a Grosseto, resta il giovane Asante come speranza futura. Un quadro non certo esaltante, col Grosseto che con Sarri ha provato allora con maggiore insistenza le fasce (anche con discreti risultati, sopratutto nel primo tempo).  Altra piccola novità; il fuorigioco quasi sistematico della linea a 4 di difesa che, prima, si vedeva con minore frequenza. Complessivamente squadra più corta e leggermente più alta. Un quadro tattico che ha per adesso esposto i biancorossi a qualche rischio in meno, salvo quei blackout della ripresa di cui sopra che la squadra evidentemente ha nel suo dna, con Sarri, col Gus e con chiunque si dovesse mai sedere su quella panchina.  Col pareggio di Ascoli, il Grosseto sale a quota 14 punti perduti nella ripresa. Un harakiri pazzesco. Eppure, la squadra è ancora in piena corsa per ogni obiettivo. E con questi pregi e questi difetti, riprendendo a lavorare con grande umiltà e voglia di riscatto, il Grifone ha adesso davanti a sé 3 gare decisive, nelle quali
può rilanciarsi alla grande, oppure cadere nell'oblio in maniera definitiva. A partire dal match col Vicenza di sabato. Servono 3 punti e basta. In ogni maniera, di riffa o di raffa. Dopo 4 gare interne senza successi, il vecchio Comunale deve necessariamente tornare ad essere "Fort Zecchini".

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