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Grosseto calcio

Grifone, il tesoretto formato baby

Marco D'Alessandro, classe 1991; Alessandro Crescenzi, classe 1991; Ferdinando Vitofrancesco, classe 1988; Daniele Federici 1988; Gianluca Freddi, classe 1987. Cento anni tondi tondi in cinque. Tutti giovanissimi

GROSSETO. Marco D'Alessandro, classe 1991; Alessandro Crescenzi, classe 1991; Ferdinando Vitofrancesco, classe 1988; Daniele Federici 1988; Gianluca Freddi, classe 1987. Cento anni tondi tondi in cinque. Tutti giovanissimi. E, fatta eccezione per Freddi, tutti brevilinei. Sono loro il presente del Grosseto, la sua ricchezza; e - magari - anche il suo futuro. A Cesena non sono stati in campo tutti insieme, per vari motivi. Ma l'accoppiata Vitofrancesco-D'Alessandro ha impresso alla fascia destra velocità e incisività. Se poi si considera che dal piede di Vito (che ha anche svolto un pregevole compito in difesa, chiamato all'ultimo secondo a sostituire Turati) è partito il cross del primo pareggio e che dalla testa di D'Alessandro è giunto il gol del definitivo 2-2, la trasferta romagnola può essere considerata positivissima anche solo sotto questo aspetto.
Il bello, invece, è che c'è molto di più. Perché a Crescenzi è stato concesso un minutaggio adeguato per mettere in mostra le proprie qualità, a differenza degli spiccioli finali col Padova. E anche se il nazionale baby è uscito con le ossa rotte dal duello a sportellate sulla mediana (fallito il ripetuto tentativo di strappare la palla al colosso Do Prado), il suo apporto non è passato affatto inosservato. Bene sulla fascia sinistra, bene nel finale anche a destra. È fragile, sì, e paga i chili e i centimetri in meno in tanti contrasti. Ma quando mette la palla a terra dimostra di sapere il fatto suo.
Finalmente è tornato in campo anche Federici, che mancava per infortunio da un'eternità (e l'ultima l'aveva giocata il 12 settembre a Cittadella). Pochi minuti per lui ma comunque un segnale positivo. Non felicissimo invece il sabato di Freddi, ma solo perché davanti c'era un marziano di nome Schelotto, dotato di un'accelerazione fenomenale per un soggetto della sua statura. Il secondo gol cesenate è arrivato di nuovo da un corridoio centrale, con responsabilità divise con Melucci e i colleghi del reparto mediano. Ma sia di testa che di piede Gianluca ha risposto pronto in tutte le altre circostanze, sventando più di un'occasione da gol bianconera. Anche aiutandosi con il mestiere e stavolta senza cadere nella trappola della maglietta tirata che è spesso costato caro al Grifone.
Freddi e Federici c'erano già. Gli altri tre sono arrivati nel corso dell'estate, quando il primo programma biancorosso prevedeva una squadra di giovani a basso costo,
prima che circostanze diverse consentissero l'arrivo di giocatori di esperienza e di ingaggio superiore. Beh, l'investimento era stato azzeccato: questo è il tesoretto del Grosseto che il Gus si trova a gestire. Ciò che manca, purtroppo, è il talento fatto in casa. E manca praticamente da sempre.

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