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Skywork, game over: non volerà mai più

Spazzate vie anche le ultime speranze di salvataggio, i giudici di Berna hanno deciso di avviare la procedura per bancarotta

GROSSETO. Sono finite anche le speranze: è in bancarotta Skywork, la compagnia aerea svizzera che a maggio aveva inaugurato il primo volo di linea dell’aeroporto di Grosseto. Adesso è ufficiale. Dal giorno in cui il Consiglio di Amministrazione della società aveva annunciato la cessazione delle attività e depositato il bilancio al Tribunale regionale di Berna Mittelland – era la fine di agosto – i giudici svizzeri hanno impiegato una settimana – Oltralpe non perdono tempo – per esaminare l’incartamento e decidere se la procedura fallimentare era da aprire o meno. Hanno stabilito che non c’erano margini di salvataggio, dopo lo sgambetto di quello che avrebbe dovuto essere un potenziale partner (il cui nome resta avvolto nel mistero) e che ha lasciato la piccola compagnia aerea, con tanta voglia di crescere, in debito di ossigeno. Skywork non volerà più: né sopra i cieli di Berna e di Lugano, né sull’Elba e la Maremma. Game over.

«Una settimana dopo il grounding (cioè la messa a terra, ndr) di Skywork oggi è stata avviata la procedura di fallimento» scrive il Corriere del Ticino nell’edizione online del 6 settembre. «L’ufficio esecuzioni e fallimenti della regione Berna-Mittelland ha avviato le misure di protezione degli attivi e l’inventario della massa del fallimento – dettaglia il Corriere del Ticino – Con le prime si vogliono creare le condizioni di partenza migliori possibili per la liquidazione e la ripartizione. L’ufficio non prevede di riprendere l’attività aviatoria, si legge nel comunicato». Fine.

In Maremma gli effetti della debacle svizzera sono contenuti: il traffico assicurato da Skywork rappresentava per Seam, la società che gestisce lo scalo civile di via Orcagna, 75 voli, cioè l’8% del volume totale; in termini di valore, gli elvetici contavano ancora meno, in quanto i voli di linea sono meno remunerativi rispetto a quelli privati per i quali i clienti usufruiscono di più servizi. Diciamo che i Saab 2000 che facevano la spola tra Grosseto e Berna hanno rappresentato soprattutto un nuovo corso: l’apertura ai voli di linea. Per la Svizzera, invece, è tutta un’altra storia: la compagnia elvetica – oltre ad aver sedotto e abbandonato Lugano, dove avrebbe dovuto riattivare la linea Lugano-Ginevra – ha lasciato senza paracadute il Berna-Airport su cui garantiva il 60% dei voli. Riempire quel vuoto diventa vitale: ecco perché non è un’ipotesi stravagante che Berna cerchi e trovi un vettore “sostituto” che potrebbe decidere anche di riattivare la neonata rotta aerea Berna-Grosseto. Intanto Seam sta lavorando anche su nuovi orizzonti... –