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la sentenza 

«Si gioca per divertirsi, la violenza resti fuori»

Parla il calciatore che fu gravemente ferito durante uno scontro di gioco: l’avversario condannato a quattro anni

GROSSETO

La mano del giudice non è stata piuma: il “fallaccio” fatto da Michele Guidi, 32 anni, è stato punito con una condanna a quattro anni e diecimila euro di multa, mentre per il risarcimento danni, dovrà pronunciarsi il giudice civile. Sulla decisione di Giovanni Muscogiuri ha pesato il precedente collezionato dall’ex calciatore che era già stato condannato dal tribunale a una pena di 4 mesi. Stesso fallo, in due partite diverse, giocate a due anni di distanza.

Luca Ronca, nel 2012 era il capitano del Punta Ala, squadra di terza categoria che il 26 settembre era scesa in campo contro il Massa Marittima, nella gara di ritorno di coppa. Era la seconda partita che le due squadre disputavano. «Guidi mi inseguì da metà campo - ricorda Ronca - provò a colpirmi una prima volta. Il pallone era davanti a me, a due metri di distanza. La seconda volta entrò con entrambi i piedi, da dietro. Caddi per terra e da allora dovetti smettere di giocare». Ronca che oggi ha 31 anni, frequentava l’Università e giocava a pallone fin da quando era piccino. Era stata una partita tesa, quella al Valdrighi di Castiglione della Pescaia. Già nel primo tempo un altro calciatore fu portato al pronto soccorso. Allo scadere del secondo, quando ormai i giochi erano fatti e non sarebbero più cambiati, quel brutto fallo. Ronca finì all’ospedale con una frattura bimalleolare alla caviglia sinistra: ha subito due interventi, per un anno ha tenuto le placche.

«La prima volta che è entrato nel mio studio - dice l’avvocato Riccardo Boccini, che ha seguito l’ex capitano - aveva ancora le stampelle. È stato un calvario, per lui». Il trentunenne di Castiglione della Pescaia non ha mai parlato con il suo avversario. «Non mi ha mai contattato dopo questo brutto episodio - spiega - Quel giorno in campo sembrava che ce l’avesse con me. La prima volta non era riuscito a colpirmi, la seconda invece mi ha fratturato la caviglia». In aula, durante il processo per lesioni, sono sfilati diversi testimoni che quella sera avevano assistito a una partita da dimenticare. «Nel calcio può succedere di farsi male - dice l’ex capitano - Ma in questo modo è stato proprio voluto. Ho sempre pensato che il calcio sia uno sport meraviglioso

ma si scende in campo per divertirsi. Anche per vincere, certo, ma nel rispetto delle regole».

Le motivazioni verranno depositate tra quindici giorni e l’avvocato di Guidi farà appello. Intanto però, resta il cartellino rosso, questa volta alzato dal giudice. —



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