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Il post pubblicato su Facebook raccoglie in breve decine di commenti L’autrice si scusa con i carabinieri: «Mi avevano chiesto di farlo» 

«Hanno rapito un bambino date l’allarme, condividete» Scatta la psicosi in città

GROSSETO«È stato rapito un bambino in via Matteotti, chiunque veda qualcosa di anomalo avverta subito la polizia». Per più di un’ora, Grosseto è piombata in un incubo. Una comunicazione asciutta,...

GROSSETO

«È stato rapito un bambino in via Matteotti, chiunque veda qualcosa di anomalo avverta subito la polizia». Per più di un’ora, Grosseto è piombata in un incubo. Una comunicazione asciutta, scritta da una ragazza sul proprio profilo Facebook, condivisa su tantissime bacheche e sui vari gruppi cittadini.

Un allarme che si è - fortunatamente - rivelato poi essere una bufala.

Una leggenda metropolitana che è cresciuta e si è arricchita di dettagli mano a mano che passavano i minuti.

Tutto è cominciato ieri mattina in via Matteotti, dove - vedi articolo a fianco - una donna è arrivata urlando: le avevano rubato il borsello dall’auto.

Nella confusione generale qualcuno ha sbagliato il borsello della donna con il figlio e ha detto alla giovane che lavora in un negozio, di condividere quell’allarme. Aggiungendo che era stata proprio la polizia a consigliarle di fare così. Ma sia in questura, che nella caserma di carabinieri e anche al comando della polizia municipale non era arrivata alcuna segnalazione per un bambino che era stato rapito. In realtà infatti, si era trattato di un furto diventato poi una rapina.

La ragazza - in perfetta buona fede - ha scritto il post e in tantissimi hanno cominciato a chiedere notizie e informazioni: qualcuno ha anche contattato le forze dell’ordine che hanno subito smentito la notizia. Ma su Facebook, i commenti sono aumentati con il passare del tempo, così come i dettagli del “rapimento” del bambino. Si raccontava di posti di blocco in via Oberdan, di poliziotti e carabinieri che stavano fermando tutte le auto che passavano dal centro per controllare che a bordo non ci fosse il piccolo.

In realtà, l’unico intervento che c’era stato ieri mattina in via Oberdan era stato quello dei vigili del fuoco, chiamati ad aprire la porta di un appartamento.

Dopo l’iniziale sgomento, come tutte le cose che nascono e muoiono su Facebook, sui vari gruppi è sparito il post e anche la ragazza ha cancellato quanto aveva scritto sulla sua bacheca.

È stata contatta dai carabinieri, che hanno voluto capire cosa fosse successo: si è scusata e ha spiegato che una donna, ieri mattina, le è arrivata davanti al negozio nel quale lavora lanciando l’allarme. La giovane era in buona fede ed è rimasta davvero rammaricata per il caos che

il suo post aveva provocato.

Di fronte a un bambino che poteva essere stato rapito, aveva creduto di dare una mano in quel modo.

L’allarme è rientrato nel giro di un’ora e il post su Facebook è stato subito cancellato. — F.G.

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