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Addio a cinquanta pini di via Mascagni Spunteranno i ginko

Da piazza della Libertà a via Giordano saranno tutti tagliati Italia Nostra: «Uno schiaffo all’identità culturale cittadina» 

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Entro dicembre inizierà il taglio dei pini che svettano dall’aiuola spartitraffico lungo via Mascagni: verranno eliminati tutti gli esemplari nel tratto tra piazza della Libertà e l’incrocio con via Giordano. Sono una cinquantina. È una questione di sicurezza, secondo l’assessore Riccardo Megale. Italia Nostra insorge: tagliare i pini – secondo Michele Scola, presidente dell’associazione – equivale a “sfoltire” l’identità cittadina. E si riapre così un capitolo che – dai primi tagli decisi da Palazzo civico, lungo via Uranio, per esempio – ha diviso i cittadini in una diatriba tra è chi è a favore e chi contro.



L’amministrazione comunale ha approvato a giugno il progetto esecutivo «per la riqualificazione di via Mascagni» nel tratto da piazza della Libertà fino all’incrocio con via Giordano: con 200mila euro di spesa verranno eliminati i pini lungo lo spartitraffico, verrà ripristinato il sottofondo stradale e verrà riasfaltato il viale. «Per noi la sicurezza è primaria» osserva Megale; le radici che affiorano mettono del resto alla prova sia i pedoni che rischiano di incespicare che gli automobilisti costretti a gestire alla guida gli effetti di ostacoli imprevisti. «Ecco perché – continua l’assessore – abbiamo optato per un intervento risolutivo. E non finirà qui: è la linea guida che applicheremo anche in altre strade e zone della città».



«Il pino domestico – scrive Scola in un lungo intervento inviato al Tirreno – è parte integrante dell’identità culturale di Grosseto e della Maremma intera. Chi non sposa questa evidenza non può definirsi, al di là dei dati anagrafici, culturalmente maremmano». «Vogliamo costruire – continua – una città a misura di verde urbano o a misura di macchina? » . Ed ecco la proposta di Italia Nostra: le radici affioranti «rappresentano un rischio per le auto e le moto, perché deformano l’asfalto. Perché allora non segnalarle con bande gialle e nere trasformate in limitatori di velocità?

» . Italia Nostra chiede poi: «Con cosa vogliamo rimpiazzarli? Peri del Giappone? Pruni rossi, come quelli di via della Pace, che non fanno ombra nemmeno alle formiche? Ma siamo a Tokio o a Grosseto? » chiede Scola. La risposta già c’è: con piante di ginko biloba. –



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