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GROSSETO 

Miasmi lungo la pista ciclabile «Nessuna risposta dagli enti»

Un cittadino segnala cattivi odori in zona Strillaie nella seconda metà di agosto L’assessora all’ambiente: «Purtroppo manca una legge che fissa le soglie»

grosseto

Difficile misurare la puzza. Ma difficile anche avere risposte dagli enti pubblici. È una doppia protesta quella di Alessandro Staderini, ciclista e proprietario di casa a Principina a mare. A tre anni di distanza dalla prima segnalazione, Staderini torna a denunciare l’odore nauseabondo che nella seconda metà di agosto ha avvertito lungo la pista ciclabile tra Grosseto e Marina, vicino all’impianto di trattamento dei rifiuti delle Strillaie.

la puzza

«Esalazioni dal 15 agosto al 2 settembre, ma anche oltre», lamenta Staderini. E non solo lungo la pista. I miasmi arrivano a Principina a mare «e per chi ci abita, estate o inverno che sia, respirare aria di pineta è impossibile».

le segnalazioni

La lettera al Tirreno è solo l’ultima di una serie di segnalazioni che l’uomo ha fatto. «Email ad Arpat – spiega – messaggi su Facebook a Comune e sindaco, segnalazioni tramite la App Grosseto Clean e alla polizia municipale e provinciale». Purtroppo, segnalazioni cadute nel vuoto. «Sono sconcertato dalla completa assenza di interlocutori su questa problematica», dice. E riferisce di grottesche domande postegli a seguito delle sue segnalazioni. «Se chiami per segnalare cattivo odore ti senti chiedere: “Ma viene dalle Strillaie, oppure dal concime nei campi, oppure dal cogeneratore alla Trappola o dall’impianto di filtraggio?”». Domande a cui dovrebbero essere gli enti preposti a rispondere. «E invece niente», dice Alessandro.

la risposta del comune

Il Tirreno ha girato la segnalazione al Comune di Grosseto. Risponde l’assessora all’Ambiente Simona Petrucci. «Abbiamo ricevuto la segnalazione e l’abbiamo girata agli uffici per fare le verifiche – spiega –. Ricevendo circa 150 segnalazioni a settimana non possiamo rispondere a tutti, ma ci attiviamo sempre. Purtroppo quello dei cattivi odori è un problema complicato da gestire per mancanza di norme». Petrucci spiega che in Lombardia la Regione ha emanato delle norme che stabiliscono una soglia. I cattivi odori vengono misurati con dei nasi elettronici. «Io, con l’ingegner De Bianchi e il dottor Angeli – prosegue Petrucci – sono anche andata a inizio estate a Milano, al Politecnico, per un primo contatto con i ricercatori che hanno sviluppato questi nasi elettronici». In Toscana la Regione impone ai proprietari di impianti di produrre l’impatto odorigeno e delle emissioni, «ma la scala oltre la quale si viola la legge – dice Petrucci – è

prevista solo per le emissioni. Le stesse autorizzazioni a questi impianti sono regionali, quindi i Comuni hanno un po’ le mani legate».

l’arpat

Anche Arpat conferma di aver ricevuto la segnalazione di Staderini e che è stata presa in carico. — F.F.

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