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Metodo mafioso, il Comune è parte civile

L’amministrazione di Follonica è stata ammessa nei confronti di quattro imputati: è il primo caso in Toscana

FOLLONICA

La decisione sul rinvio a giudizio di Evans Capuano, Angelo Murè, Ausilio Cataldo, Giuseppe Imparato, Manuel Bernardini, Dante Martignetti e Cesare Ferreri non è ancora stata presa: ieri il giudice per l’udienza preliminare di Firenze Angelo Antonio Pezzuti ha soltanto ammesso il Comune di Follonica come parte civile al processo, dichiarando però inammissibile questa richiesta nei confronti degli indagati ai quali non è stato contestato il reato associativo, così come richiesto dal ...

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FOLLONICA

La decisione sul rinvio a giudizio di Evans Capuano, Angelo Murè, Ausilio Cataldo, Giuseppe Imparato, Manuel Bernardini, Dante Martignetti e Cesare Ferreri non è ancora stata presa: ieri il giudice per l’udienza preliminare di Firenze Angelo Antonio Pezzuti ha soltanto ammesso il Comune di Follonica come parte civile al processo, dichiarando però inammissibile questa richiesta nei confronti degli indagati ai quali non è stato contestato il reato associativo, così come richiesto dall’avvocato Francesca Carnicelli che difende Manuel Bernardini e Dante Martignetti e da Alessandro Oneto (difesa di Cesare Ferreri).

Durante l’udienza, sono state presentate da parte degli avvocati di Evans Capuano, Sabrina Pollini e Guiscardo Nicola Allescia, da quello di Cataldo Ausilio, Carlo Valle e di Giuseppe Imparato (difeso da Barbara Fiorini) e di Angelo Murè (Riccardo Sensi e Michele Vattone Amore) alcune eccezioni che sono state però respinte dal giudice per l’udienza preliminare. Tutti gli avvocato hanno infatti eccepito l’incompetenza funzionale e quelli di Murè e Capuano anche l’inutilizzabilità di alcuni atti di indagine oltre all’incompetenza del gup.

La vicenda finita ieri al tribunale di Firenze era deflagrata nell’ottobre scorso con le perquisizioni, i sequestri e all’epoca anche l’esecuzione di misure cautelari. In parte delle imputazioni è stata contestata l’attività di estorsione con intimidazioni che scaturivano «dal prospettare alla persona offesa il coinvolgimento di soggetti potenzialmente appartenenti e-o vicini a un’associazione criminale di tipo prettamente mafioso e delle conseguenti condizioni di assoggettamento e di omertà che ne derivano». Sono fatti risalenti al periodo 2008-2017 quelli contestati dal pm della Direzione distrettuale antimafia Giuseppina Mione, che ha raccolto i risultati delle indagini di guardia di finanza e carabinieri, con intercettazioni e tabulati.

È la prima volta in Toscana che un Comune si costituisce parte civile in un processo dove viene contestata anche l’aggravante del metodo mafioso, per alcuni reati. A sottolinearlo ieri in aula è stato il sostituto procuratore della Dda che ha coordinato le indagini dei carabinieri e della guardia di finanza di Grosseto insieme al pm Marco Nassi.

Il Comune di Follonica, assistito dall’avvocato Alessandro Antichi, si è fatto avanti la scorsa settimana, con la richiesta di ammissione. La costituzione di parte civile rappresenta per l’amministrazione guidata da Andrea Benini «un atto dovuto per rimarcare la propria inequivocabile condanna verso fenomeni di illegalità riconducibili ad ambienti e metodi malavitosi, e dunque un impegno diretto nel riaffermare regole civili e democratiche che superino criteri e attività criminali», aveva scritto il Comune in una nota.

La costituzione però è stata ammessa solo nei confronti del commercialista Evans Capuano, di Angelo Murè, Ausilio Cataldo e Giuseppe Imparato. Prossima udienza il 12 ottobre. —