Quotidiani locali

grosseto 

Avevano appena fatto il corso: rianimano e salvano un uomo

L’uomo in arresto cardiaco è stato soccorso in un’aiuola davanti all’ospedale: i volontari Marcello Bartolini e Matteo Chiaramonti erano freschi di corso di tecnica di rianimazione

GROSSETO. Giovedì mattina, davanti all’ospedale Misericordia di Grosseto, un uomo è caduto a terra in un’aiuola, vittima di un arresto cardiaco. Una situazione apparsa subito grave ai primi passanti che lo hanno visto prima fermarsi e poi accasciarsi e sbattere la faccia in avanti. In quel momento due volontari della Misericordia di Roccatederighi, che avevano appena svolto un altro servizio e stavano aspettando un paziente poco distante dalla garitta delle guardie giurate, sono stati chiamati a gran voce.

«Una donna è corsa verso di noi gridando che c’era una persona stesa a terra e non dava segni di vita». A parlare sono i due soccorritori: Marcello Bartolini (un pensionato rientrato in paese da qualche anno dopo una vita di lavoro spesa in Germania) e il giovanissimo Matteo Chiaramonti. Entrambi non abituati ai riflettori e agli elogi. «Siamo freschi di corso e abbiamo cercato di non perdere un istante. In contatto costante con l’operatore del 118 di Siena, siamo intervenuti subito con la tecnica di rianimazione bls, di sostegno alle funzioni vitali. L’avevamo ripassata proprio di recente, sui manichini, durante i corsi organizzati dall’Arciconfraternita della Misericordia di Roccastrada. Mai su una persona…». L’uomo non respirava, dava i primi segni di cianosi e aveva il volto sanguinante per la caduta. Bartolini e Chiaramonti, entrambi al primo intervento di rianimazione, hanno eseguito tutte le disposizioni protocollari, mettendo il paziente nella corretta posizione e avviando le manovre previste in questi casi, cioè la tecnica di primo soccorso che comprende la rianimazione cardiopolmonare e una sequenza di azioni di supporto di base alle funzioni vitali. In buona sostanza quando è arrivata l’automedica il paziente era appena tornato a respirare, non cosciente ma salvo.

A quel punto, con l’umiltà che deve sempre contraddistinguere il volontario, Matteo e Marcello hanno lasciato che fosse il medico (con l’assistenza dell’infermiere) a completare il soccorso, incassando i complimenti e i ringraziamenti delle persone che avevano assistito a questa drammatica scena. «Noi – concludono i due volontari – abbiamo fatto 5-6 massaggi, poi l’uomo è tornato a respirare e tutti quanti abbiamo tirato, insieme a lui, un sospirone di sollievo».

«Qualche minuto in questi casi fa la differenza – spiegano dal 118 – esiste infatti un rischio collegato alla mancanza di soccorsi immediati rappresentato da danni anossici cerebrali. Dall’inizio dell’arresto cardio-circolatorio, le probabilità di sopravvivenza diminuiscono mediamente del 7-10 per cento ogni minuto; già dopo 9-10 minuti, in assenza di rianimazione, è improbabile il recupero del danno anossico cerebrale, ma i primi gravi danni al cervello si riscontrano già dopo 4 minuti di mancanza di ossigeno. I due volontari soccorritori di Roccatederighi sono stati quindi decisivi, al pari di chi ha poi proseguito l’intervento, trasportando l’uomo in ospedale».


Insomma, una dimostrazione di quanto sia importante la rapidità di un soccorso, conoscere le tecniche di rianimazione e prestarsi all’aiuto degli altri. E con Marcello e Matteo si è congratulato ieri sera anche il sindaco di Roccastrada Francesco Limatola. —
 

TrovaRistorante

a Grosseto Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro