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Lavori di pubblica utilità al posto della condanna

Si è diffusa l’opportunità concessa dalla legge anche per la messa alla prova Gli imputati vengono impiegati in servizi per i disabili come in manutenzioni

GROSSETO

Ci sono reati per i quali è possibile “convertire” la pena in servizi sociali, oppure in una messa alla prova (condanne fino a 4 anni) che, se a buon fine, consente di estinguere il reato. Accade spesso, al Tribunale di Grosseto, per chi viene sorpreso alla guida in stato di ebbrezza: all’inizio del processo, l’imputato chiede la pena “alternativa” della messa alla prova, il giudice valuta , concede la sospensione del procedimento, aggiorna l’udienza e alla fine, ricevuta la relazio ...

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GROSSETO

Ci sono reati per i quali è possibile “convertire” la pena in servizi sociali, oppure in una messa alla prova (condanne fino a 4 anni) che, se a buon fine, consente di estinguere il reato. Accade spesso, al Tribunale di Grosseto, per chi viene sorpreso alla guida in stato di ebbrezza: all’inizio del processo, l’imputato chiede la pena “alternativa” della messa alla prova, il giudice valuta , concede la sospensione del procedimento, aggiorna l’udienza e alla fine, ricevuta la relazione, valuta se il servizio è stato portato a compimento. Si tratta di un certo numero di ore (non più di otto al giorno) e di giorni (non meno di dieci), commisurati all’entità della pena.

In provincia sono attive 22 convenzioni tra il Tribunale ed enti, per un totale di 82 posti: iniziate tra il 2016 e il 2017, hanno durata di cinque anni. Sia per i lavori socialmente utili, sia per la messa alla prova concordata con l’Uepe. Sono distribuite un po’ per tutta la Maremma e offrono la possibilità di svolgere servizi di vario genere, dalla protezione civile alla manutenzione. Il servizio funziona? Funziona. Lo confermano i responsabili dei due enti convenzionati che hanno messo a disposizione il maggior numero di posti, dieci: la cooperativa Uscita di sicurezza di Grosseto e la Pia associazione di Misericordia di Castel del Piano.

«Sono tutte arrivate fino in fondo le 14 persone che sono passate da noi – dice Luca Terrosi (Uscita di Sicurezza) – più tre che avevano chiesto di essere messi alla prova. Per noi è anche un onere, inutile nascondersi, anche solo per l’attivazione dell’assicurazione. Ma noi lo facciamo volentieri, per le persone». Servizi da 10 ore o da 3-4 ore: le tipologie sono diverse. «Impieghiamo queste persone nei servizi: le mettiamo a contatto con la disabilità, con gli anziani. Chi dimostra di possedere capacità manuali, viene impiegato nelle manutenzioni. Ecco, se il servizio è prolungato nel tempo, ha un senso anche per la buona riuscita della misura. I miei referenti mi hanno detto che qualcuno si è dimostrato particolarmente devoto alla causa, si è impegnato: insomma, ha capito cosa stava facendo e perché».

Hanno tagliato l’erba della piazzola dell’elisoccorso, hanno imbiancato alcune stanze ma hanno anche effettuato un corso da soccorritore coloro che sono passati dalla Misericordia di Castel del Piano: «Sì, li impieghiamo sia nel settore sanitario sia nel settore sociale, d’intesa con i servizi sociali – dice Mario Costanzo Messina – Abbiamo persone di ogni età: se sono ragazzi, è facile che siano incappati nell’etilometro, ma ci sono anche gli adulti. Ad alcuni abbiamo fatto seguire il corso di primo livello da soccorritore, venti ore: una volta conseguito, hanno potuto accompagnare pazienti che, ad esempio, devono raggiungere l’ospedale di Grosseto per una visita». E come si comportano? «Alcuni sono maldisposti, è vero, ma la maggior parte, specie dei giovani, dimostra di aver capito. E questo è il successo maggiore. Che poi l’obiettivo è questo: incidere su di loro dal punto di vista psicologico». Mai problemi? «Mah, una volta c’era una persona che aveva sgarrato, che si doveva presentare e non l’ha fatto. Non abbiamo potuto che avvisare i carabinieri e il giudice». —