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Sporcizia e giacigli L’area protetta è ridotta a discarica

La pineta della Feniglia cosparsa di rifiuti di ogni genere A pulire pensano solo i volontari. «Un’indecenza»



Bottiglie di plastica e di vetro, lattine, giacigli improvvisati ed escrementi. Si presenta così la pineta dell’area protetta della Feniglia.

Ieri mattina Fabio Lubrano, presidente dei Pescatori sportivi di Orbetello, è andato a visitare quei luoghi dove ogni anno, a maggio, come volontario con la sua associazione, col Circolo Cacciatori di Orbetello, con i Pescatori di Orbetello, con la collaborazione del Comune va a fare pulizia. «Un’indecenza e una vergogna per uno dei luoghi più caratteristici del territorio orbetellano», dice.

La sporcizia si annida dietro le dune dove in estate si accampano i venditori ambulanti che poi vanno a smerciare i loro prodotti sulla spiaggia e dentro la pineta.

«Quello che le foto non riescono a testimoniare – aggiunge Lubrano – è anche l’odore che si sente avvicinandosi ad alcune zone, a cespugli che sono diventati ricettacolo di spazzatura».

Chi entra in quella pineta lo fa attraverso gli spazi che si sono creati dove la rete è divelta ormai da tempo. Estate dopo estate lo scenario è sempre lo stesso. Da tre anni Lubrano organizza un’iniziativa per pulire la zona: “A pesca di immondizia”.

Un evento nazionale che viene realizzato anche in altre località d’Italia. «Per fortuna – dice – ci sono persone che disinteressatamente ripuliscono tutta quella sporcizia».

Di chi sia la competenza di ripulire la zona non è chiaro. A parere del Comune la pulizia non spetta all’ente.

Secondo i carabinieri forestali «la legge contempla che il principio della responsabilità del produttore. Chi produce l’oggetto o il servizio che poi genera rifiuti è responsabile del rifiuto fino alla fine del ciclo».

Quindi, in teoria, i rifiuti sono prodotti da chi usufruisce della spiaggia e usa la pineta in maniera impropria e non da chi va a visitare le riserva per vederne la bellezza.

Come a dire che se non ci fossero gli stabilimenti

balneari non ci sarebbero venditori e non ci sarebbero rifiuti. Responsabilità e competenze a parte, quella zona assomiglia più a una discarica che a una zona protetta. A maggio però come sempre sarà pulita, almeno in parte dai volontari. —

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