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GAVORRANO 

Quale futuro per i punti Coop? ll sindaco incontra l’azienda

Biondi: «Siamo preoccupati per le possibili chiusure che toglierebbero servizi al territorio». L’ipotesi della cooperativa di comunità

GAVORRANO

Sono molte le barricate che in passato sono state sollevate al fine di scongiurare la chiusura di supermercati, uffici postali e banche ma il problema ciclicamente si è sempre ripresentato, portando ogni volta preoccupazione tra gli abitanti del territorio di Gavorrano.

Per il nuovo primo cittadino Andrea Biondi le imposizioni dettate dalle amministrazioni comunali non sono però l’unica soluzione possibile al problema e pensare a strade alternative potrebbe portare ad un miglioramento delle condizioni generali, sia delle frazioni che del capoluogo. «La situazione, è evidente, non è delle migliori – dice Biondi – basta vedere il modo in cui è stato gestito in estate il punto Coop di Gavorrano, rimasto chiuso tutti i pomeriggio anche durante la settimana di Ferragosto. Questo fa trasparire una mancanza di futuro perché non si è scelto di investire neanche durante l’estate».

Presto il primo cittadino incontrerà la direzione della Unicoop Tirreno per capire il futuro dei punti vendita di Gavorrano e di Caldana: «Siamo consapevoli che sia un compito dell’amministrazione quello di rendere appetibile un paese dal punto di vista imprenditoriale e non credo che siano più utili le pressioni alle società private – continua Biondi – Sono però anche preoccupato per le possibili chiusure che toglierebbero servizi essenziali al territorio». La riunione potrà servire a sciogliere nodi formati da tempo e se in passato si è parlato di un possibile franchising, adesso la strada da percorrere potrebbe essere anche quella, alternativa, della cooperativa di comunità. Si tratta di cooperative costituite da imprese e abitanti di un territorio, in genere con dei problemi di impoverimento sociale ed economico, che intendono collettivamente intraprendere attività o allestire servizi che né il mercato né lo Stato

riescono a garantire. Insomma, un ritorno alle origini che riporta alla memoria l’origine della Coop. «La diffusione di questi esperimenti sociali – conclude Biondi – può funzionare o meno e molto dipende da come queste realtà vengono sviluppare». – G. S.

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