Quotidiani locali

la sparatoria di via matteotti 

La rosticceria è chiusa Il proprietario l’ha messa in vendita

L’attività mandata avanti da Antonio Papa non riaprirà Potrà essere ceduta anche in affitto se qualcuno si fa avanti

FOLLONICA

«Vendesi»: sono due i cartelli fluorescenti affissi sulla vetrata della Gastronomia Buono. Entrambi sono comparsi a pochi giorni di distanza dai drammatici eventi del 13 aprile scorso. Due cartelli a sottolineare la volontà di cambiare strada.

Dopo la sparatoria che ha portato alla morte di Salvatore De Simone e al ferimento di Massimiliano De Simone e di Paola Martinozzi, il tempo si è fermato nei locali di viale Matteotti 22.

È da luglio 2016 che lì si trova la gastronomia di proprietà della famiglia di Raffaele Papa, l’uomo di trent’anni che quel venerdì di inizio primavera ha fatto fuoco con una Tanfoglio calibro 9 contro i fratelli De Simone e la farmacista proprio di fronte al ristorante.

Da quel giorno la gastronomia non ha più riaperto i battenti e tutte le possibili proposte che via via si sono manifestate in questi mesi non hanno mai portato a una effettiva vendita. «La rosticceria era stata arredata dalla famiglia Papa – racconta il proprietario del fondo – Antonio, il padre di Raffaele, ha voluto molto questa attività e tutti si erano messi di impegno per portare avanti questo progetto. Poi tutto è sfumato e da diversi mesi non ricevo più l’affitto».

Il proprietario adesso vuole riaffittare il fondo commerciale – un negozio di 300 metri quadrati che negli anni ha visto passare una pizzeria e un negozio di ittica – ma fino ad oggi non è riuscito nell’intento. «Ho fatto questo investimento venti anni fa e per me quell’affitto è un po’ come una pensione – dice l’uomo – Adesso mi rendo conto che sia diventato difficile da cedere e non so quando tornerà libero. Il mio obiettivo però è quello di riaffittare anche se ci vorrà diverso tempo prima di trovare qualcuno». La gastronomia era un’attività recente: «C’era da farsi conoscere – dice il proprietario – stavano andando bene e con la famiglia Papa sono sempre stato

in ottimi rapporti. “Io ci credo” diceva Antonio; insieme andavamo alle corse di cavalli e avevamo anche pensato di comprare un cavallo. Lui in gastronomia stava in cucina e ci metteva sempre un grande impegno. Poi purtroppo tutto è andato come è andato e adesso è tutto chiuso». —

TrovaRistorante

a Grosseto Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro