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Porto, il dragaggio è rimandato a ottobre

Il Comune di Orbetello ha chiesto una proroga di un mese  La fine dei lavori sarà a dicembre, salvo slittamento

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Slitta la data di inizio del dragaggio del porto di Talamone.

Secondo quanto si apprende dagli uffici della Regione Toscana il Comune di Orbetello «ha chiesto una proroga dei tempi e nel corso del mese di settembre verrà stabilito il nuovo cronoprogramma». La conferma arriva anche da Sergio Biraghi, presidente dell’associazione Il Molo. «Tutto procede – dice – e l’avvio è stato spostato a fine autunno per il cambio della vasca di colmata a Piombino dove saranno mandati i fanghi, quindi con un conseguente aggiornamento degli esami necessari. Molte le ditte interessate all’escavo – aggiunge Biraghi – e il Comune prosegue nell’iter contrattuale. Questo aggiornamento della programmazione ci ha consentito di mantenere i pontili interessati in funzione anche nel primo autunno. Per ora quindi uno slittamento che non ha portato danni. Anzi».

Il dragaggio del porto, costerà 1,1 milioni di euro; 600mila saranno finanziati dalla Regione, 150mila dal Comune e 350mila dall’associazione dei concessionari del porto di Talamone. Il dragaggio dovrà servire a mettere in sicurezza l’approdo del borgo garibaldino i cui fondali sono ridotti al minimo. Il progetto prevede la realizzazione dell’intervento in due fasi funzionali: una prima fase per l’importo finanziato dai sottoscrittori per 1 milione e 100mila euro. Eventuali economie relative alla procedura di gara saranno utilizzate per la seconda fase di escavo, senza ulteriori oneri a carico della Regione. A marzo il presidente dell’associazione Il Molo aveva auspicato che il dragaggio venisse rimandato alla fine della stagione estiva per consentire ai talamonesi che operano nel diportismo, ma anche a chi ha altri tipi di attività, di poter affrontare la stagione estiva con il porto aperto. Il Comune accolse la richiesta con la soddisfazione dei concessionari che in questo modo sono riusciti a sfruttare pienamente la stagione estiva. Anche se le imbarcazioni con pescaggio elevato non sono potute entrare in porto a causa del basso fondale, per le altre non ci sono stati problemi e in questo modo hanno lavorato non solo i pontilisti ma anche gli alberghi e l’indotto collegato al diportismo. Circa la metà del porto ha potuto lavorare. A marzo la giunta ha approvato il

progetto del dragaggio e alcuni giorni dopo ha dato il via alla procedura negoziata, attraverso una manifestazione di interesse, per individuare l’impresa a cui affidare l’escavo del porto di Talamone e il conferimento dei fanghi al porto di Piombino. —

IVANA AGOSTINI

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