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vino doc e docg 

Montecucco, che avventura Domani la festa dei venti anni

Dell’iniziativa fu testimone e protagonista l’allora assessore Giovanni Alessandri «L’idea delle aziende trovò la piena collaborazione delle amministrazioni»  

MONTENERO

La Doc/Docg Montecucco compie 20 anni. E a Montenero si festeggia domani, con la Proloco guidata da Paolo Rabazzi che ha organizzato una cena di gala e degustazioni con sommelier. Una grande festa, perché questo vino, cugino e confinante col Brunello di Montalcino e col Morellino di Scansano ha trovato in quattro lustri un suo spazio e un suo mercato, diffondendo anche all’estero l’immagine di un territorio intero.

I preliminari della nascita del Montecucco doc risalgono al 1997 quando alcune aziende agricole di Poggi del Sasso incalzano il Comune di Cinigiano, a lavorare per la doc del vino. L’operazione intrapresa 20 anni fa la ricorda Giovanni Alessandri, allora giovane assessore cinigianese, poi diventato presidente Comunità montana Amiata grossetana e oggi titolare dello studio Agricis che tiene il polso della situazione agricola comprensoriale: «L’azienda Salustri fu una delle più convinte sostenitrici della Doc. Si disegnò un’area che poteva comprendere Cinigiano, Campagnatico, Civitella-Paganico e Montenero del Comune di Castel del Piano. Si costituisce così uno zoccolo duro come comitato promotore: Stefano Alessandri che dirige la Fattoria di Montecucco assieme al babbo Leonardo e Riccardo Catocci (Azienda Agricola Le Calle). Il Comune di Cinigiano col sindaco Giorgio Galassi sposa a pieno l’idea e anche io giovane assessore all’agricoltura mi trovo coinvolto in questa “avventura”. Siamo in un momento particolare: la Maremma si candida a Distretto rurale d’Europa e con Alessandro Pacciani, Assessore allo Sviluppo Rurale, la Provincia di Grosseto è in pieno fermento».

Alessandri rammenta poi il contributo fondamentale alla prima bozza di disciplinare della Cia di Paganico, col responsabile di zona, Enrico Rabazzi e la pubblica audizione da parte della Camera di Commercio il 21 gennaio 1998. «Un lungo cammino con una platea che si allarga nel tempo – ricorda Alessandri – accanto ai primi quattro Comuni entrano Seggiano, parte del Comune di Arcidosso e una porzione di Roccalbegna (zona di Cana). Il 1998 è il primo anno d’imbottigliamento dei vini con la denominazione “Montecucco”. Questi sono gli albori. Vi saranno poi la nascita della Strada del Vino Montecucco poi Strada del Vino Montecucco e dei Sapori d’Amiata, la costituzione del Consorzio di tutela e infine il riconoscimento della Denominazione di origine controllata e garantita per i vini Montecucco Sangiovese».

Da Montenero, Paolo Rabazzi presidente Pro Loco, che ha organizzato l’evento, ricorda: «Con i nuovi terroir, le comunità del Montecucco Doc/Docg si legano al territorio, non solo sul piano economico ma anche produttivo ed antropologico, ambientale ed ecosostenibile. Basilare il lavoro sinergico tra la rete di imprese e le amministrazioni locali, con una forte di capacità di programmazione che ha contribuito a costruire un modello di sviluppo rurale diverso. Un lavoro che parte da una rinnovata politica agricola con scelte di innovazione, sperimentazione e ricerca della qualità; una scelta che non punta solo alla valorizzazione del

vitigno ma si rivolge a tutti gli elementi fondanti dell’identità del territorio». Oggi centinaia di aziende producono vini Montecucco raccolte nel Consorzio di tutela presieduto da Claudio Tipa, proprietario di Colle Massari che ha una delle cantine più esclusive in Maremma. —

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