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Inceneritore e veleni mozione per annullare la delibera regionale

Sì Toscana contro l’atto che ha dato il via all’impianto  «Situazione grave: a Firenze si è fatto finta di non vedere» 

SCARLINO

Dopo l’interrogazione presentata dal capogruppo del Partito Democratico Leonardo Marras, arriva la mozione sull’inceneritore di Scarlino a firma di Sì Toscana a Sinistra.

C’è una differenza sostanziale tra i due atti, perché se l’interrogazione pretende delle risposte, la mozione chiamerà la giunta regionale del governatore Enrico Rossi a prendere una posizione netta sull’argomento.

Qual è l’argomento della mozione? «Annullare in autotutela la delibera del 30 luglio scorso sulla valutazione positiva di Via/Aia, nonché gli atti del procedimento unificato del 2015 sul rilascio alla Scarlino Energia delle autorizzazioni per l’inceneritore». Non solo: la mozione chiede anche di informare il consiglio sui contenuti della relazione tecnica del Cnr, dove si sostiene che i forni dell’inceneritore siano fuori norma. «La situazione è grave, la Regione sapeva inequivocabilmente che quei forni erano fuori legge ma è andata avanti con le autorizzazioni come se nulla fosse – dice il capogruppo Sì Toscana Tommaso Fattori - In un’interrogazione del marzo scorso avevamo messo in fila in modo preciso tutti gli elementi che dimostravano l’assoluta irregolarità dell’impianto di Scarlino: la giunta rispose che ne avrebbe tenuto conto e che sarebbe arrivata risposta in merito alle osservazioni presentate da Forum Ambientalista e Prc sul procedimento, invece è arrivato un nuovo via libera, in piena estate». Ma intanto sono venuti fuori anche nuovi elementi, come lo studio del Cnr, «più autorevole ente pubblico italiano di ricerca scientifica», rimarcano da Sì Toscana. «In Regione hanno fatto finta di non vedere -continua Fattori - La relazione, basata sulle sezioni quotate dei forni e non sui documenti generici precedentemente forniti da Scarlino Energia, chiariva senza alcun dubbio l’inadeguatezza dell’impianto di Scarlino e il mancato rispetto delle norme. Per questo chiediamo che siano resi pubblici i documenti integrali che testimoniano la mancanza di accertamenti da parte della Regione sia sulle osservazioni presentate dal pubblico, sia sulle dichiarazioni non veritiere di Scarlino Energia».

Questa mozione però ha anche una lettura politica, che va a colpire la diatriba interna al Pd legata all’impianto. «La nostra mozione permetterà peraltro di verificare la coerenza, ossia la congruenza tra il dire e il fare, dei gruppi presenti in consiglio regionale – dice Fattori - Faccio appello alle televisioni locali perché, attraverso la diretta televisiva e non solo grazie allo streaming web del

consiglio regionale, la popolazione di Follonica possa assistere al dibattito consiliare». E gli ambientalisti del territorio si stanno muovendo proprio in questa direzione. «Basta insistere, occorre chiudere per sempre l’inceneritore e riconvertire l’impianto», conclude Fattori. —

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