Quotidiani locali

orbetello  

Il Comune lavora per portare il Giro in laguna

La celebre corsa ciclistica potrebbe far tappa nel 2019. Scettico l’ex campione Lelli: «Un evento mordi e fuggi»



A Orbetello nel giugno 2019 potrebbe arrivare il Giro d’Italia. La notizia si ricava da un post del senatore e consigliere comunale Roberto Berardi comparso mercoledì in tarda sera sulla sua bacheca Facebook: «Insieme al sindaco Andrea Casamenti ed al consigliere con delega allo sport Matteo Mittica abbiamo incontrato i dirigenti Rcs responsabili della Corsa rosa Edizione 2019. Com’è andata? Bene, molto bene, incontro molto positivo».

Al momento, non ci son altre conferme dal municipio, che spera che non ci siano soltanto critiche. Ma la notizia si è diffusa rapidamente e, di fronte a commenti positivi, fa registrare anche qualche voce fuori dal coro. La tappa in riva alla laguna (potrebbe esserci arrivo e partenza) non convince un esperto, l’ex ciclista Massimiliano Lelli, celebre professionista, originario di Manciano. Lelli, 50 anni, ha corso per 17 anni, ha partecipato a 14 Tour de France, ha vinto tappe al Giro d’Italia, ha collezionato un terzo e un quarto posto proprio al Giro. Ha vinto 23 corse in carriera portando la Maremma del ciclismo nell’olimpo mondiale dello sport.

Lelli abita a due passi da Orbetello. «Nessuno del comune lagunare mi ha interpellato per avere un parere – dice – sul Giro che potrebbe arrivare a pochi chilometri da dove abito. Sul Giro a Orbetello ho delle perplessità. Non credo per l’esperienza che ho – dice Lelli – che ci sarà un grande ritorno economico. Orbetello non ha nemmeno un numero di alberghi sufficienti ad accogliere tutte le persone che partecipano a un Giro D’Italia. Forse li metteranno nei campeggi? ».

Il Giro muove tantissime persone. «È un evento itinerante. Arrivi, vai in albergo e riparti al mattino dopo».

I numeri sono impressionanti: più di 3500 persone sono quelle che lavorano per il Giro; a queste vanno sommati i circa 200 ciclisti, le squadre composte da circa una quarantina di addetti ai lavori, i tifosi che seguono i corridori nelle varie tappe. Senza contare una trentina di pullman. «Dove sono gli alberghi per accogliere tutte queste persone? Si rischia che molti dormano a 30 chilometri e la mattina vengano a Orbetello per la partenza della tappa».

È pur vero che le televisioni collegate saranno tante e per due giorni si parlerà anche del luogo che ospita il Giro. Max però continua a essere perplesso: «Il vero ritorno ci può essere se il progetto va avanti anche per due o tre anni e se Orbetello è pronto ad accogliere amanti della bici».

Nel 2009 – nel corso di una tappa della Tirreno Adriatico – un ciclista sbagliò l’arrivo perché il percorso non era stato indicato bene. «Di questo mi prendono ancora in giro – dice Lelli – magari se mi avessero interpellato anche all’epoca, avrei potuto dare qualche suggerimento». «Se si investe nei percorsi, nelle ciclabili, negli eventi anche meno famosi legati al cicloturismo non una tantum ma in modo più strutturato – continua l’ex ciclista – allora il ritorno economico

e turistico può esserci. Un evento mordi e fuggi serve a poco. Subito dopo la partenza, già non ci sarà più nulla. Chi segue il Giro arriva il giorno prima e va via appena la tappa è ripartita». A Lelli dispiace non essere mai stato chiamato per dare il suo apporto. —



TrovaRistorante

a Grosseto Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro