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Chiude Skywork, addio ai voli da Berna

Chiude Skywork, addio ai voli da Berna

La compagnia svizzera comunica nella notte a Seam lo stop dell’attività. Aveva già messo in vendita i biglietti per il 2019

GROSSETO. Sono passati sette minuti dalla mezzanotte di giovedì quando Tommaso Francalanci, presidente di Seam – la società che gestisce l’aeroporto di Grosseto – riceve sullo smartphone un’email: arriva da Skywork Airlines e comunica che la compagnia di volo elvetica, patron della tratta aerea Berna-Grosseto inaugurata il 12 maggio, chiude i battenti. All’alba di ieri, allo scalo di via Orcagna tutti sanno. La notizia passa di bocca in bocca e si diffonde in città: Grosseto ha perso quello che – al netto di qualche tentativo che in passato naufragò – era stato il primo volo di linea, portato a casa a primavera dopo una lunga e delicata opera di concertazione bipartisan con lo Stato Maggiore dell’Aeronautica, che – sollecitato dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e dai principali attori del sistema politico ed economico maremmano – aveva concesso una deroga all’impossibilità da parte dello scalo civile di ospitare voli di linea, vista la vicinanza con il Baccarini, base militare. È una doccia fredda.

Con una nota diramata mercoledì sera in francese e tedesco, riproposta in italiano dal Corriere del Ticino, gli svizzeri comunicano che «Skywork Airlines cessa l’attività». L’annuncio ha conseguenze immediate: 11mila passeggeri che avevano acquistato un biglietto – e tra loro c’è anche qualche grossetano “noto”, (leggi servizio accanto) – resteranno a terra, dettaglia Rsi, la radiotelevisione svizzera, tant’è che l’Ufficio federale dell’aviazione ha messo a disposizione una hotline (www.rsi.ch, News, “Ticino Grigioni e Insubria”). È l’effetto domino del fallimento dei «negoziati con un potenziale partner» che ha portato la compagnia «all’incapacità di fornire – si legge sul sito web del Corriere del Ticino “preoccupato” per le ripercussioni sull’aeroporto di Lugano – le garanzie finanziarie necessarie» per andare avanti.

Nata nel 2010, piccola – con un capitale di poco più di 13 milioni di franchi svizzeri e 120 dipendenti – Skywork aveva una gran voglia di crescere, tant’è che i velivoli della flotta da cinque avrebbero dovuto diventare presto sei, ma è rimasta con il cerino in mano. Forse nemmeno se l’aspettavano gli svizzeri, che – come conferma al Tirreno Francalanci – avevano già messo in vendita in rete i biglietti 2019 per la tratta Berna-Grosseto, nonostante la Forza Azzurra avesse dovuto riconfermare – prima – il nulla osta che è temporaneo, da maggio a ottobre 2018.

Le debacle si verificano anche Oltralpe: è una magra consolazione tant’è che il pensiero va agli effetti sui Noantri. Su Seam, innanzitutto. Tra voli privati, voli charter, aereotaxi e voli di linea elvetici, i vertici di Seam stimano che lo scalo di via Orcagna chiuderà il 2018 con 1.700 movimenti complessivi, che corrispondono a 850 voli: del totale, il traffico assicurato da Skywork rappresenta circa 75 voli, cioè l’8%; questo sul fronte volumi perché in termini di valore gli svizzeri impattano meno, in quanto i voli privati sono decisamente più remunerativi – e dunque economicamente più

rilevanti – per i servizi di cui usufruiscono i clienti. Resta l’amarezza per la chance sfumata, che la Maremma dovrà superare. Ma non tutto è arrivato invano: l’apertura dimostrata dalla Forza Azzurra è un precedente virtuoso, un tesoretto per il futuro. –


 

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