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Veterinaria boccia l’ordinanza anticinghiali «Colpa dell’uomo»

gavorrano«Inutile aprire grandi cacce al cinghiale e proclamare interventi drastici di cattura se prima il problema non viene estirpato alla radice». Franca Ciani, veterinaria follonichese, risponde...

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«Inutile aprire grandi cacce al cinghiale e proclamare interventi drastici di cattura se prima il problema non viene estirpato alla radice».

Franca Ciani, veterinaria follonichese, risponde al sindaco di Gavorrano Andrea Biondi dopo l’ordinanza del primo cittadino mirata all’abbattimento o alla cattura dei cinghiali e degli ibridi che proliferano nella zona compresa tra le Basse di Caldana e il bivio di Giuncarico.

«Da qualche anno stiamo assistendo a una vera e propria invasione di cinghiali – aveva spiegato ieri il sindaco Biondi – Questo è dovuto al comportamento di un cittadino che foraggia gli esemplari nel suo terreno come se si trattasse di animali domestici. Abbiamo la certezza che si tratti di un elevato numero esemplari liberi: si parla di circa sessanta o settanta bestie che girano indisturbate per la campagna intorno alle Basse di Caldana. Una situazione che ci ha portato a prendere dei provvedimenti perché sono molti gli incidenti che si sono susseguiti in quel tratto di strada».

La veterinaria follonichese non è però d’accordo con la soluzione pensata dal primo cittadino gavorranese.

«Anche se non è stato detto in modo esplicito, il problema sono le persone che foraggiano i cinghiali – dice Ciani – quindi sarebbe logico rispondere con sanzioni e con il controllo del bracconaggio. Se non si interviene in questo senso non cambierà mai nulla».

Per la dottoressa è inutile continuare a fare caccia programmata senza eradicare il problema a monte.

«Gli animali si avvicinano alle aree urbane per cercare cibo e nel periodo di fermo venatorio alcuni cacciatori, per avere dei cinghiali belli grassi a novembre, danno loro da mangiare. La colpa non è degli animali ma di chi fa bracconaggio; proprio queste persone andrebbero prese di mira prima di fare grandi azioni che non risolvono il problema alla radice».

Inoltre

Ciani denuncia anche uno stato di degrado della zona interessata: «In alcune zone di Caldana durante l’estate c’era l’erba alta e ovviamente un animale selvatico si mimetizza e non è visibile nel momento in cui sta per attraversare la strada» conclude la veterinaria. —

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