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Linea Amiata-Roma Cordata dei Comuni per salvare gli autobus

Piancastagnaio si fa capofila per sostenere la Bargagli srl che rinvia di un mese lo stop e si appella a tutti i sindaci  

castel del piano

Si riapre una speranza per continuare a raggiungere Roma dall’Amiata in autobus. L’azienda Autolinee Bargagli srl, che nelle scorse settimane aveva avvertito che dal 1º settembre avrebbe chiuso la corsa dopo undici anni, proroga la chiusura al 30 settembre, per dare tempo ai sindaci di trovare un accordo per darle sostegno.

Dal 2007 la Bargagli srl, con sede a Piancastagnaio, accompagna i passeggeri di Castel del Piano, Arcidosso, Santa Fiora, Abbadia San Salvatore, Piancasta ...

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Si riapre una speranza per continuare a raggiungere Roma dall’Amiata in autobus. L’azienda Autolinee Bargagli srl, che nelle scorse settimane aveva avvertito che dal 1º settembre avrebbe chiuso la corsa dopo undici anni, proroga la chiusura al 30 settembre, per dare tempo ai sindaci di trovare un accordo per darle sostegno.

Dal 2007 la Bargagli srl, con sede a Piancastagnaio, accompagna i passeggeri di Castel del Piano, Arcidosso, Santa Fiora, Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio, Acquapendente, San Lorenzo Nuovo, Castel Viscardo, Castel Giorgio, Orvieto a Roma e ritorno.

La decisione di chiudere la tratta è maturata a fronte dei maggiori costi di esercizio che l’azienda dice di non poter più sostenere. «Questa autolinea – specificava Luca Bargagli al Tirreno – vive solo con gli incassi dei biglietti e senza alcun contributo. Nonostante i nostri sforzi stiamo rimettendo ogni anno 20mila euro e non possiamo permettercelo».

Il titolare adesso ha deciso di prorogare di un mese. «Il Comune di Piancastagnaio ha mostrato interesse e sensibilità alla continuazione dell’autolinea – spiega – e si è candidato a fare da capofila fra tutti i comuni interessati per un’attività sinergica per trovare soluzioni per mantenere l’autolinea. Così ho deciso per la proroga. So che hanno risposto positivamente tutti i comuni dell’alto Lazio interessati al servizio, mentre nulla è venuto fuori ancora dai comuni del versante grossetano dell’Amiata. Anche con Abbadia San Salvatore sono riuscito ad avere niente di più di un colloquio».

In realtà anche i comuni amiatini del versante grossetano stanno muovendosi per trovare una piattaforma unitaria con Piancastagnaio. Il presidente dell’Unione comuni dell’Amiata grossetana Jacopo Marini dice che «la giunta dell’Unione ha dato incarico al sindaco di Castell’Azzara, Fosco Fortunati, di interessarsi del problema e speriamo di poter fare qualcosa». Fortunati commenta: «Aspetto di poter avere un abboccamento col sindaco di Piancastagnaio Luigi Vagaggini che avverrà a breve e anticipo che se vi saranno possibilità concrete agiremo di conseguenza».

«Ci siamo sempre retti con le nostre forze, ma adesso è una situazione pesante – ribadisce Bargagli –. La ciliegina sulla torta è arrivata col decreto del Comune di Roma che stabilisce che ogni pullman a lunga percorrenza che entra nella capitale debba pagare ogni volta 900/1.000 euro. Se a questo balzello si aggiunge che ciascun bus per sostare alla Tiburtina paga 350 euro al giorno e che sborsa anche 1.000 euro annui come tassa al ministero, se si aggiungono i costi dell’autostrada, gli autisti, il gasolio e tutto il resto, si capisce che sono oneri troppo pesanti. Per questo chiediamo aiuto ai Comuni. Bisognerebbe che anche gli altri Comuni facessero come Piancastagnaio». —