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Ponteggi a San Donato «Ordinanza comunale se la Curia non agisce»

SCARLINOQuando dovevano costruire la Casa del Popolo o una teca Don Camillo e Peppone, dopo una serie di dispetti reciproci, trovavano comunque il modo di mettersi d’accordo. Scarlino però non è...

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Quando dovevano costruire la Casa del Popolo o una teca Don Camillo e Peppone, dopo una serie di dispetti reciproci, trovavano comunque il modo di mettersi d’accordo. Scarlino però non è Brescello e le storie di Giovannino Guareschi qua non trovano spazio. Qua Comune e Curia vanno ai ferri corti.

«Forse è arrivato il momento di prendere delle decisioni drastiche», dice Luca Niccolini, esponente di maggioranza e segretario dell’Unione Comunale Pd scarlinese. L’argomento sono i lavori alla chiesa di San Donato, da quindici anni sorretta da ponteggi, e le «decisioni drastiche» potrebbero essere quelle di affidarsi a un’ordinanza per imporre alla Curia di procedere con la tanto attesa messa in sicurezza. Dopo la denuncia di un cittadino, Valerio Radi, che ha puntato il dito contro l’immobilismo decennale, e la risposta del vicesindaco Sergio Stefanelli, che ha parlato «di una ferita aperta», ecc o Niccolini, che ricorda a sua volta i ruoli degli attori protagonisti. «Da una parte la proprietà, la Curia, che nel tempo ha fatto ben poco per quella struttura e dall’altra l’amministrazione che cercando di dialogarci per risolvere il problema ha dovuto perfino chiedere una perizia per dover ristabilire definitivamente di chi fosse quel muro, perché la proprietà aveva ben visto di lavarsene le mani dicendo che non era suo». Una diatriba che a oggi ha portato a un nulla di fatto. «Ora basta», tuona così Niccolini. «La Curia non intende fare i lavori? Si valuti tutti insieme, amministrazione e la comunità dei fedeli che frequentano quella chiesa, di intimare a farli attraverso un'ordinanza, consapevoli anche del fatto che se non vengono eseguiti sarà il comune a doverli fare, rimettendo le spese ovviamente», dice l’esponente Pd.

E a questo proposito ieri sera si è tenuta una riunione in Comune per capire

come muoversi. Ma intanto la provocazione è lanciata. «La via del dialogo, che preferisco sempre a tutto, con questi signori penso che non serva a nulla – conclude Niccolini - meglio ricordare loro che esiste anche una comunità a Scarlino». — A.F.

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