Quotidiani locali

Per oltre quarant’anni ha incantato i palati con tortelli, pici e piatti tipici Campione di umorismo e battute, amava definirsi “oste della malora” 

Addio a Pierangelo Croci leggendario ristoratore del Barilotto a Santa Fiora

IL luttoSanta Fiora perde un pezzo di storia. Se ne è andato, a ottanta anni, Pierangelo Croci, gestore per oltre quarant’anni del mitico ristorante Il Barilotto, una leggenda dell’enogastromia...

IL lutto

Santa Fiora perde un pezzo di storia. Se ne è andato, a ottanta anni, Pierangelo Croci, gestore per oltre quarant’anni del mitico ristorante Il Barilotto, una leggenda dell’enogastromia amiatina.

«Pierangelo Croci lascia davvero un grande vuoto per quello che ha fatto e che ha rappresentato per Santa Fiora e per l’Amiata, assieme al sua famiglia. Lo ricordiamo con gratitudine e affetto». Così il sindaco Federico Balocchi esprime il dolore della comunità per la perdita di un personaggio unico, un ristoratore dalla vista lunga e oltretutto figlio d’arte, e che ha interpretato, nel tempo, i lineamenti sociali e le consuetudini di un’intera comunità.

Pierangelo era cresciuto, dopo la morte del padre, fra l’affetto delle zie e della mamma Natalina, l’ostessa del paese, che conduceva un esercizio che andava dalla mescita del vino alle acciughe sotto sale.

«Proprio in quell’osteria – rammenta Ennio Sensi portavoce del coro dei minatori, che conosceva bene Pierangelo – nasce il canto popolare santafiorese e lì si creava una tessitura comunitaria che andava dalle ricorrenze delle festività alle vicissitudini della vita quotidiana. Natalina, la mamma di Pierangelo, fra l’altro era un’ottima suonatrice di chitarra e mandolino, un’ostessa che amava intrattenere la clientela e diventarne parte integrante».

Pierangelo cresce in questo ambiente pieno di sollecitazioni e relazioni forti e diventa anche una delle anime della gioventù santafiorese, noto protagonista delle notti estive del paese amiatino. Poi il lavoro in miniera e l’incidente terribile: investito da una lancia fu costretto a lasciare il lavoro. E infine la decisione di aprire il Barilotto in Via Carolina, dopo essersi sposato «all’alba – ricorda Sensi – proprio come si faceva una volta» con Maria, che divenne una colonna portante del locale.

«Negli anni Settanta – rammenta ancora Sensi – Pierangelo si fece oste a tutti gli effetti e amava chiamarsi con una delle sue definizioni al vetriolo: “oste della malora”».

Cucina prelibata, casareccia, nota in tutta la provincia e oltre, tanto che c’era chi arrivava appositamente a Santa Fiora per gustarsi i suoi tortelli, i pici o la sua acqua cotta e ridere delle sue battute.

Dopo la morte della moglie ha condotto per anni con le sue sole forze il Barilotto, poi ha passato la gestione a una famiglia originaria dell’Albania e ai nuovi gestori ha insegnato tutti i trucchi del mestiere. «Ormai sono diventati pierangioleschi», amava dire, per sottolineare sia il fatto di aver voluto adottare come figlio l’attuale gestore, Christian, sia di aver affidato alla loro competenza tutti i segreti di un lavoro difficile ed esaltante, un patrimonio storico di esperienza e talento professionale.

«Pierangelo e il Barilotto hanno fatto la storia dell’ultimo

secolo di Santa Fiora. Il suo ricordo e ogni sua lezione rimarrà sempre viva nel nostro lavoro», commentano i nuovi gestori.

I funerali di Pierangelo Croci sono stati celebrati ieri pomeriggio nella Pieve delle Sante Flora e Lucilla. —

FIORA BONELLI

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