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Campane a festa nel borgo, dopo 5 anni riecco un matrimonio - Video

A Casal di Pari sabato da ricordare: tutti gli abitanti hanno salutato Alba e Claudio che si sono sposati interrompendo il “digiuno” di matrimoni che durava dal 2013

Dopo 5 anni nozze a Casal di Pari: tutto il borgo festeggia Alba e Claudio

CITIVELLA. Lo dice il prete dall’altare, lo dice la gente che riempie la piazza: è una festa. Non solo per i novelli sposi, ma per tutto il paese, che a dispetto dei molti disagi intrinsechi di un piccolo borgo di campagna continua a sentire il cuore battere forte grazie alla sua gente.

Erano cinque anni che a Casal di Pari (Civite ...

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Dopo 5 anni nozze a Casal di Pari: tutto il borgo festeggia Alba e Claudio

CITIVELLA. Lo dice il prete dall’altare, lo dice la gente che riempie la piazza: è una festa. Non solo per i novelli sposi, ma per tutto il paese, che a dispetto dei molti disagi intrinsechi di un piccolo borgo di campagna continua a sentire il cuore battere forte grazie alla sua gente.

Erano cinque anni che a Casal di Pari (Civitella Paganico) nessuno convolava a nozze. Ecco allora che il matrimonio di Claudio e Alba diventa il simbolo del legame della comunità con i suoi luoghi, una speranza di sopravvivere nonostante tutte le difficoltà. «Vivere in un piccolo paese ha i suoi lati positivi ma anche quelli negativi – dice don Stefano durante la cerimonia – Tra quelli positivi, l’amore che unisce tutti i suoi abitanti».

Sabato pomeriggio erano tutti lì, dentro e fuori la chiesa di San Donato. Gli invitati vestiti a festa, gli amici in tenuta quotidiana ma comunque presenti. Alla fine della cerimonia, l’aperitivo è offerto a tutti, senza distinzioni.

Don Stefano ha al suo fianco un altro sacerdote in aiuto, don Roberto. «Ahimé, un matrimonio a Casal di Pari non è un evento quotidiano – dice sorridendo – È un evento». L’entusiasmo che si respira in piazza ne è la dimostrazione, con gli amici pronti a fare una sorpresa alla coppia con un trattore agghindato con coccarde bianche e fiori, su cui campeggia il cartello «oggi sposi». Non è il solo.

Gli sposi


Già nella strada all’ingresso del borgo gli striscioni raccontano la felicità e l’orgoglio collettivo del paese cha ha dato i natali a Galep, il “babbo” di Tex. «Giast merried», si legge in una rilettura in stile maremmano del più classico “just married”. Le scritte ironiche accompagnano gli invitati fino a casa della sposa, dove le damigelle si preparano in un salotto della casa. «Qua venivamo a studiare da ragazzi e finivamo per dormici tutti quanti: eravamo almeno in quaranta», racconta un’amica della sposa alle cugine, riassumendo il legame profondo che accomuna tutte le persone di un piccolo borgo. Le stesse che adesso sono dentro e fuori San Donato, in fremente attesa di Alba Di Massa, 37 anni, insegnante a Civitella Paganico, cresciuta a Casal di Pari.

Claudio Chechi, 35 anni, idraulico, è già di fronte alla porta della chiesa. Il crescente calo dei servizi essenziali, le decine di chilometri di curve che allontanano questi paesi dai centri urbani maggiori della Maremma e del Senese a cui non sempre segue un’adeguata cura delle infrastrutture, sono suonati spesso nel corso del tempo come un campanello di allarme per la loro sopravvivenza, udito quasi sempre solo dai residenti, che armati della propria buona volontà hanno ideato le iniziative più variegate per reagire allo spopolamento. Un impegno che viene rincuorato dall’amore che i giovani del territorio continuano a mantenere per i propri luoghi. E non solo a Casal di Pari.

Spostandoci di pochissimi chilometri, a Pari, questo 2018 ha proposto lo stesso copione: dopo diversi anni senza un “sì” per la vita, quest’anno sono già stati tre i matrimoni celebrati in paese e un altro è in agenda per sabato.

«L’amore per le proprie origini è meraviglioso», continua don Stefano dall’altare, facendo annuire le panche gremiti di persone. E quando Claudio e Alba si dicono di Sì, tutti si commuovono. È un legame che unisce loro e che unisce tutti quanti.

Uno scorcio di Casal di Pari