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il talento dei piccoli 

I bambini diventano casari per un giorno

Al Caseificio di Manciano i piccoli hanno partecipato  alla produzione di alcune speciali forme di formaggio  

manciano

Giornata di festa, nei giorni scorsi, al Caseificio di Manciano dove i bambini hanno vissuto l’esperienza di “casaro per un giorno”. L’evento è stato organizzato nell’ambito di Festambiente.

I bambini hanno indossato camice, cuffietta e para scarpe e sotto la guida esperta della casara del Caseificio hanno dato vita a delle forme di formaggio che saranno spedite a casa di ognuno di loro con una etichetta personalizzata. L’evento è stato anche l’occasione per fare il punto della situazione del Caseificio col suo presidente, Carlo Santarelli.

«Vogliamo portare a conoscenza dei più piccoli come nasce il formaggio – spiega il presidente – e nell’occasione abbiamo fatto visitare anche ai genitori il nostro stabilimento. Ai bambini abbiamo consegnato un piccolo attestato per il laboratorio che hanno fatto».

Il Caseificio sta portando avanti progetti anche con le scuole, da quelle inferiori a quelle superiori. «È fondamentale il rapporto con i giovani che saranno i consumatori del futuro. È anche importante poi per una corretta educazione alimentare in modo che capiscano che è meglio mangiare meno ma di qualità ed è importante far conoscere ai giovani l’alimentazione che arriva dal territorio».

Il Caseificio di Manciano raccoglie il latte dei soci: una filiera corta. Un gruppo di duecentoquaranta soci che producono latte, lo conferiscono al Caseificio dove viene trasformato e qui nasce la commercializzazione del prodotto. Qui si smaltisce anche ciò che rimane della lavorazione senza danno per il territorio.

L’annata per la trasformazione e le vendite per il Caseificio è stata positiva nonostante il momento difficile che gli allevatori stanno vivendo anche a causa della predazioni.

«Nel 2017 abbiamo chiuso il bilancio con un maggior fatturato: 17 milioni di euro di vendite, un milione di euro in più rispetto al 2016 – aggiunge Santarelli –. Questo ci fa ben sperare per il futuro. Su tutta questa catena l’anello

più debole è quello della produzione primaria perché subisce i problemi degli eventi atmosferici, delle predazioni che influiscono negativamente sulla produzione. Il reddito che riusciamo a dare agli allevamenti è sempre meno delle necessità che ha l’allevamento stesso». —



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