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Celso, 90 anni, sistema la gronda della chiesa

Nuova impresa degli anziani del posto, spesso impegnati a curare il paese. Intanto si prepara il progetto del campanile 

MONTICELLO AMIATA. Monticello Amiata fai da te: tre anziani del paese sistemano il pluviale della Chiesa di San Sebastiano. La frazione di Cinigiano è nota per le sue iniziative di volontariato gratuito, di cui sono quasi sempre protagonisti i più anziani, irriducibili volontari nel prestare opera pur di rendere il borgo più bello e accogliente.

Stavolta, nel mirino dei monticellesi c’è la facciata sud della chiesa di San Sebastiano all’ingresso di Monticello. Qui, da anni, un tubo di scarico della grondaia, urtato da un camion, scaricava acqua lungo il muro e a terra, rovinando l’intonaco della chiesa.

Una situazione diventata più grave per le piogge di questo ultimo periodo, tanto che uno storico falegname di Monticello, Celso Pollini, un novantenne che abita nelle vicinanze della chiesa, stanco di vedere quel disastro ha deciso di fornire in prima persona un pluviale di ghisa. Pollini, venerdì pomeriggio e sabato mattina, è stato coadiuvato dal genero Umberto Ghirelli e soprattutto da Giancarlo Cellini, 70 anni, e da Mauro Maccherini, 80 anni, ma sempre in gran forma. I tre, dopo aver tagliato il canale ostruito lo hanno sostituito con quello nuovo e hanno risistemato la facciata sostituendo i vecchi ganci e murando i nuovi.

La chiesa di San Sebastiano è particolarmente curata dai paesani i quali per la festa di San Bernardino, il 20 maggio, hanno raccolto circa 1.200 euro e hanno deciso col parroco don Pier Luigi Colleoni di cercare altri fondi per ripristinare il campanile della chiesa.

«Abbiamo raccolto diverse migliaia di euro – spiega Mario Simoncioli che fa parte di quelli che vogliono contribuire a tenere in ordine Monticello – e così giovedì verrà a Monticello l’architetta di Scansano Sara Rossi che ha avuto l’incarico di predisporre il progetto per il campanile. Il progetto per la sicurezza è affidato all’architetto Cristian Montani». Rossi porterà i prospetti che il parroco firmerà alla presenza di una cinquantina di fedeli. Poi il progetto sarà presentato alla Soprintendenza e al Comune per l’autorizzazione finale. «Queste che organizziamo a Monticello – dice Simoncioli – sono iniziative spontanee e spesso riusciamo a mandarle in porto. E non è cosa da poco, perché oggigiorno per piantare un chiodo bisogna sottostare a regole ferree. Il nostro gruppo in questo caso d’accordo col parroco, per ciò che riguarda le piccole cose che non abbisognano di autorizzazioni specifiche, cerca di far da sé e mette a disposizione le proprie competenze e abilità a titolo volontario. Per le questioni più complicate, come il campanile, seguiamo ovviamente vie formali». —