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«Quei ponteggi sono lì da ben quindici anni»

Chiesa di San Donato, la segnalazione di un residente che invita la Curia e il Comune a darsi da fare per il ripristino

SCARLINO

«Sono quindici anni che è così»: Valerio Radi indica quel che si intravede della chiesa di San Donato, lungo la curva che costeggia l’ingresso di Scarlino. Le antiche mura diroccate in puro stile medievale fanno capolino al di sopra dei ponteggi di protezione, insieme al tetto e al campanile.

Indica proprio i ponteggi: sono loro ad essere fissati da quindici anni. «Se cedono crolla tutto – dice – I ponteggi sono in regoli di legno oltretutto, quanto mai potranno resistere ancora?». Una preoccupazione che arriva da lontano e che accomuna tutta la comunità. Radi ne ha parlato anche con esponenti della giunta comunale, ma la competenza va cercata altrove. È la Curia a doversi far carico di questi lavori, ad oggi, come da molto tempo, fermi al palo. «Ma l’amministrazione che fa?».

Le condizioni del borgo scarlinese sono al centro del dibattito, inasprito dal prossimo trasferimento delle scuole allo Scalo. Ma la questione che pone il residente e che fa eco ad altri è quella dell’immagine. «Che immagine diamo del borgo? – dice Radi – E non mi riferisco solo all’amministrazione, ma anche a tutte quelle realtà che dovrebbero essere chiamate a fare qualcosa». Non c’è soltanto la parete coperta di ponteggi di San Donato infatti: girando per il paese Radi ha trovato anche altre situazioni poco incoraggianti, che vanno ad intaccare il patrimonio artistico e culturale comune. Un’altra di queste situazioni portate da lui alla luce è quella della chiesa della Madonna degli Angeli, su cui ancora si attende la fine dei lavori. «Alla Madonna degli Angeli c’è anche uno stato di incuria, come le macchine parcheggiate attorno la statua e rifiuti lasciati a terra da gente incivile – fa notare – Di questa chiesa c’è anche un’immagine sul sito della Fai per essere votata: ma come fai a votarla se è così?». E di nuovo chiama in causa l’amministrazione. Su questa struttura il Comune ha anche metà competenza, mentre l’altra è in capo alla Soprintendenza dei Beni Culturali di Siena, Grosseto e Arezzo, entrambi da tempo sono impegnati a cercare di riqualificare l’antica chiesa. «Ne ho parlato con l’amministrazione e mi hanno spiegato che sono in graduatoria e che attendono i fondi», racconta. Su San Donato invece l’epilogo sembra ancora molto lontano. Radi è un appassionato di fotografia e spesso si ritrova con altri amanti del clic sul territorio. «Due

amici genovesi, venuti in passato, sono tornati di recente e hanno chiesto come mai il paese fosse così peggiorato. La chiesa potrebbe essere un elemento ulteriore per valorizzare il borgo, invece è buia, abbandonata. E se cedono quei ponteggi, rischia di crollare». — A.F.

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