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È morto Seccarecci Una vita spesa tutta per il bene delle comunità

Aveva 63 anni, era stato sindaco come già suo padre Tifoso della Fiorentina, era conosciuto in tutta la provincia 

PITIGLIANO

La scomparsa di Dino Seccarecci alla prematura età di 63 anni ha lasciato costernata la Maremma e Pitigliano, la “sua” Pitigliano. Un senso di incredulità ha attraversato le molteplici persone che lo conoscevano perché Dino Seccarecci non era soltanto un personaggio pubblico ma era conosciuto, apprezzato e stimato in molteplici ambienti. L’impegno in politica da sempre portato avanti con il simbolo e con le idee socialiste, gli incarichi pubblici ricoperti in Provincia dove è stato assessore e in Comune a Pitigliano dove è stato sindaco e più volte assessore fin da giovanissimo risultando un autentico enfant prodige della politica pitiglianese impegnandosi fattivamente per lo sviluppo culturale e turistico di quella che lui amava definire la città di Pitigliano.

Peraltro Dino Seccarecci è stato sindaco del comune dove era già stato primo cittadino suo padre Placido. Da grande appassionato di calcio è stato per numerosi anni presidente dell’Invicta portando la società ad essere una eccellenza in ambito giovanile e da tifosissimo della Fiorentina era socio del viola club Pitigliano, spronando continuamente i tesserati a sforzarsi per realizzare iniziative.

Ovviamente la sua squadra del cuore era anche l’Aurora Pitigliano. Il presidente Tullio Tenci si sentiva con lui di frequente: «Ci siamo telefonati anche giovedì scorso e mi ha chiesto come fosse stata allestita la squadra per l’imminente campionato di Promozione».

In pratica potevi andare in qualsiasi angolo della Maremma e difficilmente trovavi qualcuno che non aveva avuto l’occasione di conoscere Dino. Chiunque lo ha conosciuto e frequentato non poteva non apprezzarne le qualità umane perché Dino pur essendo schierato e uomo di parte era realmente l’amico di tutti, era colui che sapeva capire le situazioni, sapeva metterti a proprio agio e con cui trovavi facilmente un feeling. Eppure quando recentemente lo aveva aggredito una malattia non si era confidato con nessuno se non con pochi intimi. Chissà, forse sperava di superare questo ostacolo della vita facendo affidamento alla sua proverbiale determinazione o forse era scoraggiato dal calvario dell’amata moglie Luisa che nel 2011 si era arresa dopo una lunga malattia. Sicuramente un grande atto di amore verso i propri familiari, con lo scopo di non destare in loro alcuna preoccupazione.

Per tutte queste ragioni quando ieri mattina ha cominciato a diffondersi la notizia il forte dispiacere è andato a braccetto con l’incredulità. Sentimenti reali, sinceri, condivisi e autentici come lo era lui, vero maremmano e pitiglianese autentico. Per ricordare Dino non si può non pensare alla sua meravigliosa famiglia con il fratello minore Andrea e le sorelle Donatella e Marta la cui empatia con Dino è realmente un simbolo di Pitigliano. Suo padre Placido, scomparso nel 2013, è ancora nel cuore dei pitiglianesi, mentre è facilmente immaginabile il cuore straziato di sua mamma Clara, donna forte e straordinaria, una donna sempre avanti con il tempo che non merita di subire un dolore così immenso come la perdita di un figlio. Dino ha lasciato due figli straordinari: Luca e Matteo,

quest’ultimo tre anni fa gli ha regalato una gioia immensa con la nascita del nipotino Diego. Questo era Dino Seccarecci, un grande uomo, un carissimo amico, una persona perbene con una famiglia tanto grande quanto straordinaria. — R.G.

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