Quotidiani locali

la rabbia del comitato 

«Decisione dettata da interessi La salute è un bene supremo»

Dopo anni di battaglie contro la riapertura gli ambientalisti chiedono la bonifica della zona del Casone. Dubbi sulla salubrità dell’intera piana

SCARLINO

«Riteniamo incomprensibile e ingiustificabile che la Regione, posta nelle condizioni di conoscenza e consapevolezza che l’impianto è inadeguato all’uso, lo autorizzi nuovamente». Il comitato del No commenta amaramente il nuovo via libera all’inceneritore di Scarlino da parte della Regione Toscana.

Una decisione che a suo dire arriva per spinta di «interessi indichiarabili» e proprio per questo cita Dante: “vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole». Versi riferiti alla giunta del governatore Enrico Rossi. Ma il comitato non è certo stanco della battaglia: «la salute è un bene supremo, garantito dalla nostra Costituzione e sapremo difenderlo», dice, facendo intendere nuove pagine giudiziarie legate a questo impianto. «Gli interessi in gioco, come da sempre accade nell’ormai consunta e squallida questione dell’inceneritore, hanno prevalso e la salute dei cittadini, così come il rispetto della legge, sono passati in secondo piano – dicono dal comitato – Gli abitanti della piana sono esposti da 50 anni ad agenti cancerogeni sversati senza controllo nel territorio così come in mare e chi non vuole essere ipocrita non può negare lo stato di salute della popolazione. Agli agenti cancerogeni già presenti nell’ambiente, adesso potrebbe aggiungersi la diossina, già emessa dall’impianto in passato, che, scienza ci dice e coscienza dovrebbe ammettere, funge come catalizzatore e promotore tumorale». L’attacco è alla Regione. «La giunta regionale ha contravvenuto al principio di precauzione che dovrebbe essere prevalente su tutto, non si è curata del volere degli amministratori locali, delle associazioni di categoria e dei cittadini», prosegue il comitato.

Secondo i suoi esponenti, al Casone «andrebbe attuata una bonifica vera, mai fatta, non aumentato il carico inquinante: farlo significa non tenere in nessuna considerazione la salute dei cittadini per interessi indichiarabili».

Da qui l’amara considerazione. «Ma in questa triste commedia che niente ha di divino, l’unico evidente volere supremo è quello dei centri di potere che tutelano gli interessi di pochi a danno della collettività», conclude il comitato. — A.F.

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