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Muore a 64 anni nel camper sulla strada verso il mare

Forse una mancata precedenza all’origine dello schianto Il marito della vittima e la donna che sull’auto sono gravi

GROSSETO

«Le ho detto di stare ferma, l’ho tranquillizzata perché i soccorsi stavano arrivando, li ho chiamati io. E invece è morta, non è possibile». Ha la faccia tirata di chi ha cercato di fare il possibile per evitare una tragedia, ha la voce rotta dal pianto per la morte di una donna che non conosceva e che ha visto soffrire, che ha visto con le lamiere del camper che l’avevano attraversata, mentre ancora era seduta con gli occhi aperti e un filo di voce per chiedere aiuto, sul sedile del passeggero. A dare l’allarme ai soccorritori, ieri poco prima di mezzogiorno sulla strada provinciale di Barbaruta, è una donna che abita poco lontano dall’incrocio dove è successa la tragedia. «Ho sentito lo schianto - dice - e sono corsa subito fuori. Questa è una strada maledetta, di morti ce ne sono stati già troppi. Che è pericolosa lo abbiamo segnalato mille volta ma ancora non è stato fatto nulla». Si continua a morire, come ieri mattina: Marisa Boscaglia, 64 anni, era sul camper con il marito Enzo Mariotti, 68 anni quando si sono scontrati, all’incrocio con la strada comunale di Montalcino, con una Subaru al volante della quale c’era una donna di 52 anni di Castel del Piano, Cinzia Franceschelli.



La cinquantaduenne stava viaggiando lungo la strada comunale di Montalcino, una strada di campagna che si immette sulla provinciale. Dopo lo schianto, il cartello di stop che si trova all’incrocio, era rivolto verso sinistra: chi viaggiava lungo la comunale quindi, non lo poteva vedere fino a quando non sarebbe arrivato lì davanti. Quello che gli agenti della polizia municipale stanno cercando di capire ora, nella ricostruzione della tragedia, è se quel cartello fosse già girato quando è arrivata la donna con la Subaru che avrebbe attraversato la provinciale senza dare la precedenza al camper che arrivava alla sua sinistra, viaggiando verso il mare.

Lo schianto è stato violentissimo: l’auto è finita al di là della strada e si è ribaltata fermandosi su un fianco addosso a un albero, il camper ha fatto un testacoda ed è finito nella fossetta al lato della strada, accanto all’auto, alimentata a gpl. Sono dovuti arrivare i vigili del fuoco per estrarre la donna dall’abitacolo della Subaru, tagliando il tettino della berlina poi hanno messo in sicurezza l’auto che stava perdendo gpl.



Quando il medico del 118 è arrivato, Marisa Boscaglia era ancora viva ed era cosciente: probabilmente però, le ferite riportate nello schianto erano state devastanti e potrebbero aver provocato un’emorragia. La donna è morta poco dopo, nonostante i tentativi di rianimazione. Il magistrato di turno, Arianna Ciavattini, ha disposto che la salma della sessantaduenne fosse portata all’obitorio di Grosseto, a disposizione della Procura. Il marito della donna è stato caricato sull’ambulanza. Continuava a chiedere notizie sulla moglie, si voleva sincerare che stesse bene. L’uomo, nello schianto, ha riportato un brutto trauma toracico: è ricoverato al Misericordia, così come la donna che era al volante. Le loro condizioni sono gravi.



Alta velocità, tante auto che attraversano

quella provinciale per andare al mare e nessun dispositivo per rallentare il traffico. «Siamo esasperati - dicono gli abitanti della strada - le auto qui viaggiavano senza rispettare i limiti. Siamo costretti a convivere con tragedie come questa, non ne possiamo più». —



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