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lutto in maremma 

Addio all’avvocato Gallori una vita tra codici e poesia

Il legale si è spento a 76 anni. Partecipò ai movimenti culturali degli anni ’60-’70 Ha pubblicato vari libri, ma lascia anche molti inediti. Il dolore dei colleghi

grosseto

Avvocato e scrittore, è morto a 76 anni Guido Gallori. Iscritto all’ordine dal 1976, aveva svolto a lungo la professione forense ed era in pensione da tempo.

Letterato con la passione musicale (rock e jazz), uomo discreto e amante della cultura, si è spento la notte tra sabato e domenica per l’aggravarsi delle condizioni di salute. Sarà cremato a Viterbo. Notissimo in Maremma, lascia un grande dolore tra colleghi e amici che con lui hanno condiviso la professione. Era stato sposato, ha un fratello veterinario. Il nome di Gallori è legato per via materna all’azienda agricola e vitivinicola Sellari Franceschini, produttrice a Scansano di notissimi vini. Guido ne era proprietario insieme al fratello. Il padre era stato un uomo di fiducia – “ministro” si diceva – di un grosso proprietario terriero. Le origini insomma venivano dalle campagne, avevano radici rurali. Gallori si era poi laureato in legge e aveva cominciato a svolgere da subito la professione. Gli amici e colleghi lo piangono. «È stato una figura importante per la nostra città», dice addolorato Massimo Ciani, avvocato/scrittore che con lui ha condiviso 40 anni di lavoro con il collega Giuseppe Tilli. Gallori, Tilli e Ciani - che hanno avuto uno studio in via Pola - sono stati colleghi e amici veri. “Allievi” di Morante da cui hanno ereditato lo spirito e la passione culturale, sono stati la seconda associazione professionale di avvocati della città. «Ottimo professionista, persona di grande riservatezza e compostezza - lo descrive Ciani - Guido ha partecipato attivamente ai movimenti culturali degli anni ’60-’70. Si è interessato molto ai problemi del sociale e della politica dell’epoca, ha contribuito con passione con esponenti della cultura di sinistra al movimento culturale de “Il paese reale”, prima giornale fondato e diretto dal compianto Lino Pasquale Bonelli e poi, a partire dal 1971, casa editrice che pubblicò molti libretti di poesia e narrativa, prevalentemente di autori locali». C’era tra gli altri lo stesso Morante, da cui Gallori ha tratto ispirazione, cullando e dando vita anche a una produzione letteraria personale e tutta sua. In particolare come poeta ha scritto e pubblicato alcuni libi di poesie con la casa editrice Rebellato, una delle più importanti dell’epoca. È stato uno scrittore di prosa.

«Aveva uno stile tutto suo, in cui dava un’impronta particolare, scarsissima di punteggiatura», dice Ciani. Era quello un suo piccolo marchio di fabbrica. «Uno scrittore e un letterato di grande valore, con grandi capacità di scrittura – dice Ciani – che purtroppo non è stato molto valutato e considerato in patria. Avrebbe meritato un migliore riconoscimento». Autore di poesie e romanzi, Gallori si è distinto per una cospicua produzione pubblicata, ma resta una certa mole di poesie inedite, che non ha fatto in tempo a vedere la luce.

Grande dolore la sua morte ha lasciato tra i colleghi, che hanno pubblicato un ricordo sui social. Alessia Granchi, avvocatessa grossetana che con lui ha lavorato, lo descrive come «il mio mentore, la mia ombra in mezzo alle aule dei tribunali, la mia guida di vita. Tra codici e fascicoli

scorreva prepotente la sua sete incontenibile di cultura, libri, cinema, letteratura, ed era fantastico quando mi chiamava nella sua stanza per parlare della bozza del suo ultimo libro. Sotto quella toga c’era un uomo di grande e innata umanità, educato, intelligente, generoso». — —

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