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la truffa 

Caparra riscossa per l’affitto ma la casa è già abitata

I carabinieri hanno denunciato un uomo residente a Napoli Aveva pubblicato un annuncio su Internet: famiglia di turisti rimasti senza l’appartamento

MARINA DI GROSSETO

Quando sono arrivati a Marina di Grosseto con tutti i loro bagagli, erano convinti di poter trascorrere qualche giorno di pace, al mare. Ma non potevano sapere che la loro vacanza si sarebbe trasformata in un incubo: la casa che avevano scelto, pubblicizzata per l’affitto sul sito internet Subito.it, in realtà era occupata dai legittimi proprietari.

Dopo qualche minuto di stupore e tanta rabbia per i soldi persi e per le vacanze rovinate, la famiglia si è presentata alla caserma dei carabinieri di marina di Grosseto per raccontare quello che era successo. E oggi, a distanza di qualche settimana, i militari hanno identificato il truffatore e lo hanno denunciato: si tratta di un uomo di 49 anni residente a Napoli.

La famiglia era arrivata in Maremma per trascorrere le vacanze dalla provincia di Avellino ma non era potuta entrare nell’abitazione per la quale aveva già versato una caparra di circa 300 euro.

I carabinieri hanno avviato subito le indagini, una volta ricevuta la segnalazione e hanno accertato che il quarantanovenne, che aveva già collezionato diverse denunce per truffa, aveva pubblicato l’annuncio con la casa da affittare su Subito.it e si era fatto consegnare la somma di 300 euro a titolo di caparra. Ma l’appartamento era regolarmente abitata dai proprietari e mai proposto per la locazione.

Nello scorso mese di maggio i carabinieri della stazione di Castiglione della Pescaia avevano svolto un’analoga attività investigativa che aveva portato alla denuncia di tre uomini residenti in provincia di Napoli, responsabili dei reati di truffa e riciclaggio. Nell’occasione erano stati scoperti gli autori di 9 truffe, e al contempo era stato ricostruito il flusso del denaro versato come caparra

che una volta accreditato su un conto corrente veniva riversato, mediante bonifici con false causali e prelievi bancomat, su altri conti correnti intestati ad altre persone che avevano partecipato a vario titolo all’attività illecita. — FRANCESCA GORI



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