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Lazzaretti, spettacoli e silenzio 140 anni dopo la sua morte

Si celebra oggi l’anniversario dell’uccisione del predicatore arcidossino Molti eventi istituzionali, ma anche preghiere dei seguaci a Monte Labro

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Ognuno ha il suo modo di ricordare il santo David. Arcidosso e la sua comunità celebrano il 140° della morte del profeta dell’Amiata oggi, giorno dell’uccisione di Lazzaretti.

E mentre fervono le manifestazioni ufficiali, gli ultimi esponenti della Fratellanza giurisdavidica si danno appuntamento a Monte Labro nel silenzio della natura. Moltissime le iniziative dell’amministrazione comunale e del centro studi: una mostra fotografica e documentaria che si inaugura alle 11 nella sede del Centro studi David Lazzaretti, al secondo piano del palazzo comunale e che accompagna i visitatori nelle vicende e nei luoghi del Cristo dell’Amiata. Alle 16, al castello Aldobrandesco, l’annullo filatelico la cui valenza sarà illustrata dal sindaco Iacopo Marini, dalla presidente del Centro Anna Scattigno e da Pierluigi Marini membro del Centro Studi. A seguire, alle 17, si presenta il libro (Effigi) curato da Giorgio Fatarella, “Francesco Tommencioni - Scritti”. La conclusione della celebrazione avviene alle Macchie, perché questa frazione di Arcidosso fu uno dei luoghi che quasi per intero, sul finire dell’800, aderì al messaggio davidiano: alle 21, in collaborazione con l’associazione Monte Labbro, si terrà lo spettacolo di letture e musica “La Rivelazione, il Verbo, la Memoria. David Lazzaretti e i suoi seguaci”, con letture di Gianni Repetto e canzoni eseguite da Roberto Paravagna. Alle ore 22,45 proiezione del video tratto dal recital di Simone Cristicchi rappresentato a Monte Labro nell’ agosto 2017.

Queste le iniziative istituzionali. Nello stesso giorno dell’uccisione del suo messia, la fratellanza giurisdavidica, composta dagli ultimi seguaci del profeta dell’Amiata, preferisce però il silenzio di Monte Labro, dove i membri dell’associazione si recheranno a raccogliersi in preghiera.

«Il 18 agosto 1878 – scrivono in una nota i membri della Fratellanza – una fucilata intenzionale e premeditata metteva fine alla vicenda di David Lazzaretti. Quel che alla terra appartiene nella terra scese, ma la sua grande anima come farfalla cominciò a volare. Così come il vento soffia dove vuole, altrettanto ognuno dà al vento il senso e la forma che vuole e “puote”. Nel 140º della morte, quel vento che nel trascorrere degli anni ha assunto diverse forme, oggi ad ognuna di queste fa corrispondere la sua modalità commemorativa. In questi giorni la Fratellanza dovrebbe e vorrebbe essere presente a molti appuntamenti. Questo non è possibile e ce ne scusiamo. Fra i tanti appuntamenti

ad uno non si può mancare: a quel momento di intimità che solo nel significante silenzio del Monte Labro, quel che di per sé è elevato dalla natura, si comunica alla natura e prende la sua forma». —

F.B.

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